Fioriti e i tagli al San Camillo «Ricoveri bloccati in Medicina»

ATESSA. «Continua l’inesorabile calvario del San Camillo: sono stati interrotti i ricoveri dei pazienti presso l’unità di medicina». Carmine Fioriti, consigliere di minoranza di Progetto Atessa...
ATESSA. «Continua l’inesorabile calvario del San Camillo: sono stati interrotti i ricoveri dei pazienti presso l’unità di medicina». Carmine Fioriti, consigliere di minoranza di Progetto Atessa segnala l’ultimo atto, in ordine di tempo (ma già annunciato da tempo) riguardante l’ospedale di Atessa. «L’ultimo piano dell’ospedale ha, da alcuni giorni, sedici posti letto per la medicina fisica riabilitativa sull’ala sinistra e ventisei di lungodegenza nell’ala destra. Come appare evidente», continua Fioriti, «la strategia tipica dei tempi dell’Unione Sovietica, attuata dalla giunta regionale continua ad essere realizzata lentamente ma inesorabilmente. Piano piano stanno completamente eliminando gli ultimi letti dell’ospedale di Atessa. A nulla sono valse le proteste e le prese di posizioni. Gli atessani sembrano ormai rassegnati e non seguono più la protesta, ritenendola sterile e senza alcuna possibilità di sortire effetti positivi».
Per Fioriti resta una sola speranza ed è «l’incontro del sindaco Giulio Borrelli che, insieme con chi ha voluto la distruzione dell’ospedale di Atessa, cioè il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, terrà il prossimo 21 settembre, con il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per perorare la causa dell’ospedale di “Zona disagiata”». Se quell’incontro dovesse non sortire gli effetti sperati, Fioriti ha una proposta per Borrelli: «Prima di tutto cercherò di portare la mia solidarietà al sindaco per la determinante mission, non tanto per la natura del progetto quanto per il fatto che, in caso di diniego, questo può essere impugnato perché crea la violazione di un interesse legittimo della città. Quindi, il sindaco, fin da ora, dovrebbe impegnarsi per un eventuale ricorso al Tar Abruzzo, ove la politica, per fortuna, non c’entra nulla». Per l’immediato il consigliere del Progetto Atessa, chiede: «Allo stato, comunque, occorre assolutamente cercare di mantenere in piedi almeno una forma di Pronto soccorso efficiente ed autonomo, che non sia di passaggio per l’inoltro a quello di Lanciano. Almeno quest’ultima frontiera occorrerebbe difenderla a tutti i costi». (m.d.n.)
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