Fisco eluso con finte associazioni sportive

13 Novembre 2019

La Finanza scopre tre sodalizi, che non svolgono attività ludiche, con ricavi non dichiarati per 600mila euro e più di 100mila di Iva

ORTONA. I controlli della guardia di finanza di Ortona hanno portato a scovare tre associazioni sportive dilettantistiche qualificate come ente no-profit, rivelatesi in realtà fittizie perché operanti, sotto un’unica insegna, come un’attività d’impresa. I sodalizi in teoria non avrebbero dovuto avere alcuno scopo economico, ma dall’attività investigativa della tenenza ortonese, diretta dal luogotente Virgilio Cornacchio, è emerso tutt’altro. Le operazioni ispettive hanno permesso di accertare, in capo all’attività sportiva, ricavi non dichiarati per oltre 600mila euro ed Iva per più di 100mila euro. I risultati e i dettagli degli accertamenti portati a termine sono stati resi noti proprio dalla Finanza.
Si è trattato di un giro di vite sulle finte associazioni ed enti non commerciali operanti nel settore culturale e sportivo. Per le strutture associative, la legge prevede che coloro i quali ne fanno parte abbiano comuni interessi e finalità d’intenti oltre che capacità decisionali e facoltà di voto. Dai controlli effettuati, invece, questo non sembra avvenisse: anzi, al contrario, parrebbe esserci stata una scarsa partecipazione dei “tesserati” alle decisioni inerenti il contesto associativo, oltre che una rendicontazione delle entrate e delle uscite di denaro imprecisa ed una palese commistione dei responsabili di tali enti nella gestione finanziaria delle varie associazioni. Dai riscontri eseguiti, non è stata evidenziata alcuna attività ricreativa o ludica, necessaria per usufruire delle agevolazioni di legg. L’operazione si inserisce nell’attività di monitoraggio della Finanza di Ortona nel contrasto verso alcuni fenomeni di illegalità diffusi nel settore no-profit per evadere il fisco. I controlli in questione, continui anche fuori provincia, hanno l’obiettivo di smascherare finte associazioni culturali o sportive che operano come attività commerciali, ostacolando di conseguenza la leale concorrenza fra gli imprenditori.
«Un’attività preventiva delle Fiamme Gialle, nel delicato ramo commerciale, per tutelare tutte quelle iniziative che effettivamente operano nel mondo no–profit senza scopi di lucro, soprattutto a favore dei giovani e delle fasce più deboli», viene spiegato in una nota del comando provinciale.
«Il servizio ha il duplice obiettivo di impedire che sotto la veste dell’associazionismo si nascondano forme di elusione in danno al fisco ed alle organizzazioni più corrette e, al tempo stesso, di salvaguardare la credibilità e gli scopi sociali di quanti operano nel rispetto dell’osservanza delle regole».
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