Fiumi di droga dalla camorra in città il centro dello spaccio

6 Dicembre 2019

Scattano gli arresti della polizia: uno dei capi vicino al clan dei Vollaro di Portici  

LANCIANO. Un nuovo mercato dello spaccio con la droga rifornita dalle famiglie camorristiche. La polizia ha sgominato l’organizzazione criminale che faceva capo a due campani, uno dei quali vicino al clan dei Vollaro di Portici (Napoli). Il capo, Federico Irollo, organizzava e gestiva dagli arresti domiciliari le attività di spaccio attraverso il genero, Ciro Iengo. Quando i due sono finiti in carcere, dove stanno scontando una condanna in primo grado a 6 anni, l’attività criminale è andata avanti. Un anno di indagini ha portato a individuare tutte le pedine dell’organizzazione. Ieri mattina, all’alba, è scattato il blitz. Gli agenti del commissariato di polizia, coadiuvati da personale della Squadra mobile di Chieti, del Reparto prevenzione crimine e dell’unità cinofila di Pescara, hanno eseguito dieci ordinanze di misure cautelari per spaccio di sostanze stupefacenti, emesse dal gip Massimo Canosa su richiesta del sostituto procuratore Francesco Carusi.
GLI INDAGATI. Agli arresti domiciliari sono finiti Gabriele Iacovella, 24 anni; Gasperino Trivilini, 39 anni; Nazario Pio Boscarino, 21 anni; Giuseppe De Benedetto, 52 anni; e Andrea Pierini, 40 anni. A carico di Camillo Musa, 38 anni, è stato emesso un provvedimento di obbligo di dimora nel comune di residenza. Sono stati sottoposti alla misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, invece, Federico Di Nenno, 23 anni; Giuseppe D’Urso (condannato per la rapina al cimitero), 40 anni; Willie Emmanuel Toribio Rubel, 25enne domenicano, e William Pace, 23 anni. In tutto sono 19 gli indagati, quasi tutti di Lanciano o qui residenti, più un minorenne denunciato alla Procura per i minori dell’Aquila, la cui posizione è stata stralciata. «È stata disarticolata un’organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti che aveva impiantato le sue radici già un anno fa», commenta il questore Ruggiero Borzachiello, «organizzando un nuovo mercato dello spaccio grazie ai contatti che uno di loro aveva con alcune famiglie camorristiche».
I CAPI. Il leader dell’organizzazione criminale è ritenuto, dagli investigatori, Federico Irollo, 43enne campano, attualmente in carcere. Secondo la polizia, l’uomo aveva stabilito il centro di coordinamento, direzione e smistamento dell’attività di spaccio all’interno dell’abitazione dove scontava la misura degli arresti domiciliari. Da qui, con la collaborazione del genero Ciro Iengo, 23 anni, Irollo organizzava il traffico di sostanze stupefacenti. Attraverso i collegamenti diretti con la Campania, approvvigionava la cocaina, la trasformava in crack e ne organizzava lo spaccio sul territorio frentano e nell’hinterland. I due sono stati arrestati, sempre dalla polizia, il 22 dicembre 2018, in un appartamento a Santa Maria Imbaro che avevano trasformato in laboratorio per la raffinazione della droga e il confezionamento delle dosi.
DROGA A MINORENNI. «L’indagine è iniziata dal sequestro di sostanze stupefacenti a due minorenni nel centro di Lanciano (arrestati nel giugno 2018 per detenzione di droga, ndc)», spiega il vicequestore Lucia D’Agostino, «un fatto che ci ha allarmato e ci ha portato a svolgere un’attività più incisiva di controllo sul territorio, finalizzata alla prevenzione e repressione dello spaccio. Quindi siamo arrivati al capo, arrestato nell’operazione dello scorso anno, e, attraverso una serie di attività tecniche di osservazioni e pedinamenti, a tutti i soggetti sottoposti alle misure cautelari».
FUMO E CRACK. Dopo l’arresto di Irollo e Iengo, allo scopo di eludere i controlli di polizia, la base delle attività connesse allo spaccio di stupefacenti è stata trasferita all’interno delle dimore dei diversi sodali dove sono proseguite le attività di trasformazione della cocaina in crack, di confezionamento, spaccio e consumo dello stupefacente. Nel corso dell’attività d’indagine, sono state documentate oltre 200 cessioni di sostanze stupefacenti e sono stati sequestrati oltre 100 grammi di cocaina purissima (96%), 130 grammi di hashish e 8 piante di canapa indiana del peso di circa 200 grammi, pronta per essere immessa sul mercato. Avrebbero fruttato sul mercato locale svariate migliaia di euro.
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