Flocco, l’addio della polizia «Un uomo d’altri tempi»

2 Ottobre 2021

Picchetto d’onore al funerale del sovrintendente morto nello schianto in moto La figlia Marika: «Onoreremo sempre il tuo ricordo». Al rito il questore Gargano

LANCIANO. Picchetto d’onore dei colleghi, lacrime e tanta partecipazione per l’addio a Raffaele Flocco. L’ultimo saluto al “poliziotto buono”, che un tragico incidente ha strappato alla vita a 58 anni, non poteva che essere nella chiesa di Sant’Antonio, a pochi passi dal commissariato di polizia dove il sovrintendente capo ha prestato servizio per tanti anni. La stessa chiesa che lo ha visto negli ultimi momenti felici con la sua famiglia, il giorno prima della tragedia, per la cresima del figlio più piccolo Daniel. In tanti si sono radunati per stringersi al dolore della moglie Sandra, delle figlie Marika e Sveva e dell’ultimogenito, 15 anni appena. «La vita è fragile, un momento siamo in festa e un momento dopo non ci siamo più», dice padre Francesco Concato, commosso, «questa precarietà e fragilità della vita ci invitano a fare del bene, punto e basta. Di Raffaele rimane l’amore che ha fatto e che ha dato. E su questo la morte non vince».
Lunedì scorso, libero dal servizio, Flocco, originario di Piazzano di Atessa ma da anni residente a Lanciano, aveva deciso di andare a fare un giro in moto al mare. Lungo il tragitto, il terribile schianto contro un camion, che non gli ha lasciato scampo. Dopo l’incredulità e il dolore straziante, la grande famiglia della polizia è riunita per rendere omaggio a questo figlio volato via troppo presto. I motociclisti della Stradale scortano il carro funebre, le donne e gli uomini della questura di Chieti accolgono il feretro in chiesa con il picchetto d’onore. Il questore Annino Gargano siede ai primi banchi insieme alla dirigente del commissariato Lucia D’Agostino, al vice Mario Di Giuseppe, al comandante della Stradale, Renato Menna, ai vertici della compagnia carabinieri frentana, il tenente colonnello Vincenzo Orlando e il tenente Giuseppe Nestola. Ci sono anche le altre forze dell’ordine a rendere omaggio a un collega rispettato e stimato.
«Quando mi hanno comunicato la notizia, quasi ho tentennato a crederci», dice la D’Agostino, «tre anni fa, appena arrivata come dirigente a Lanciano, ho subito notato questo poliziotto dai modi gentili, cordiali e garbati, rispettosi, non solo con me, ma con tutti i colleghi e con tutti i cittadini che quotidianamente incontrava nell’ufficio denunce. Era un uomo d’altri tempi con profonde doti umane e professionali. La sua riservatezza, il suo garbo, la sua rettitudine, lo rendevano un poliziotto speciale, sempre pronto a mettere a disposizione di tutti la sua esperienza lavorativa e le sue conoscenze professionali. Ci mancherà moltissimo».
Il pensiero di tutti va alla moglie e ai tre giovani figli, che troppo presto hanno perso un punto di riferimento. «Papà, semplicemente grazie per aver fatto parte delle nostre vite», prende la parola Marika, la più grande, «sarai per sempre nel nostro cuore e faremo in modo di onorare ogni giorno il tuo ricordo». All’uscita dalla chiesa un applauso accompagna il feretro ricoperto di rose rosse. Un ultimo passaggio sotto casa, in via Tinari, e poi via verso il cimitero, scortato dai poliziotti che piangono il collega e l’amico.
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