Fogne e acquedotto rotti I liquami entrano in casa

21 Gennaio 2018

Bucchianico. Le frane del maltempo del 2017 aggravano la condizione dei servizi L’assessore Panara: l’Aca e l’ufficio tecnico comunale devono impegnarsi di più 

BUCCHIANICO. Fognature rotte, seminterrati pieni di acque nere - notoriamente nocive per la salute pubblica - e tratti di acquedotto rotti. In queste condizioni lotta Bucchianico che non attraversa un periodo di felicità dal punto di vista dei cosiddetti sottoservizi urbani. Sicuramente è colpa delle frane che col maltempo dello scorso inverno hanno generato danni gravissimi a un territorio comunale già di per sé fragile: alla conta delle rovine, ben due terzi delle strade della municipalità erano risultate da riparare attraverso l’investimento di somme ingenti: almeno 15 le vie da rifare. Ma la conseguenza degli smottamenti sta venendo a galla da alcuni mesi con tratti di fognature e di acquedotti rotti in più punti, le proteste dei residenti, l’amministrazione comunale impossibilitata a intervenire con fondi propri, le sollecitazioni rivolte all’Aca (Azienda comprensoriale acquedottistica) la società che gestisce il servizio idrico integrato con beneficiari 2.180 utenti del territorio comunale, per riparazioni ritenute non sempre tempestive, manutenzione scarsa, tratti di sottoservizi che andrebbero sostituiti o ricostruiti, critiche - sempre dei residenti - all’indirizzo dell’ufficio tecnico comunale che non sempre agisce con tempestività rispetto alle richieste che vengono dalla popolazione.
Nei giorni scorsi problemi di una certa entità - poi risolti - si sono registrati in alcune abitazioni di via Piane dove le fognature non riuscivano a scaricare dirottando acque nere e bianche anche in qualche abitazione oltre che sulla strada.
«Siamo stanchi di chiamare l’Aca che interviene solo quando può», spiega Giovanni Panara, assessore ai servizi e al patrimonio comunale, «e che non tiene conto dei problemi urgenti. Decine di nostre sollecitazioni restano spesso lettera morta. I cittadini si lamentano con noi ma non sappiamo come fare visto che la competenza non è del Comune. L’ufficio tecnico comunale a volte sorvola i problemi che ci sono quando questi, invece, andrebbero affrontati di petto. La stessa cosa accade, ad esempio, con l’impianto di illuminazione pubblica: ci sono dei contratti di manutenzione che vanno rispettati ma nessuno sollecita le riparazioni, lasciando così al buio per giorni intere zone del paese». (cr.ch.)
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