Folla all’addio ad Alimonti «Voleva bene alla gente»

Guardiagrele: ai funerali dell’imprenditore del grano industriali, colleghi, amici e anche i superstiti dell’esplosione del molino che nel 1989 fece sette vittime
GUARDIAGRELE. Tantissima gente ha partecipato commossa ieri pomeriggio ai funerali dell’industriale delle granaglie Leonardo Alimonti, morto nella notte tra sabato e domenica scorsi, all’età di 67 anni, dopo aver combattuto per pochi mesi contro un male incurabile. Ad attendere il feretro dell’ex presidente della Molino Alimonti Spa, radunata a Porta San Giovanni, oltre ai suoi concittadini, anche diversi esponenti politici e industriali giunti anche da fuori regione e, naturalmente, numerosi ex dipendenti della sua azienda, tra i quali anche alcuni superstiti della terribile esplosione avvenuta nello stabilimento di località Villa Maiella il 12 giugno 1989, che provocò la morte di ben 7 dipendenti e una ventina di feriti, lasciando intere famiglie spezzate dal dolore. Gli stessi che nella giornata di sabato avevano portato le loro condoglianze nell’abitazione di Alimonti, in località Sette Dolori, a un passo dal vecchio molino - quello dell’esplosione del silos - dove era stata allestita la camera ardente.
Il feretro, attraversando via San Giovanni e, successivamente via Roma, è poi giunto nella centralissima piazza Santa Maria Maggiore dove, nell’omonima chiesa, il parroco don Nicola Del Bianco, ha officiato il rito funebre, rivolgendo parole di fede e di conforto ai famigliari dell’industriale scomparso, in particolar modo alla mamma Carolina, alla moglie Carmela e ai figli Carolina, Gianna, Giacomo e Alessandro.
«Leonardo», ha esordito don Nicola nella chiesa gremita, «in questi ultimi giorni non riusciva più a comunicare con i suoi famigliari, perché in realtà aveva iniziato un’altro tipo di comunicazione, molto più importante: quella con il Signore, che gli aveva aperto le porte del Cielo. Oggi», ha concluso il sacerdote, «non celebriamo la fine di un uomo, ma il compimento della sua vita».
Dopo la messa, il funerale ha raggiunto piazza Garibaldi, dove tutti hanno potuto dare il loro estremo saluto al “re” delle farine. Molti si sono poi intrattenuti a ricordare aneddoti vissuti con l’imprenditore scomparso che familiarizzava facilmente con chiunque e che partecipava attivamente alla vita della comunità guardiese. Tant’è che le strade della cittadina erano tappezzate ieri dai necrologi delle ditte che hanno collaborato nell’attività operativa con la Molino Alimonti - tra i quali i manifesti di cordoglio della famiglia dell’imprenditore Casillo di Foggia che ha preso le redini della società fallita - e dei sodalizi ai quali lo stesso Leonardo aderiva o ne sosteneva le svariate attività. Dagli inizi del Duemila la Molino Alimonti si era trasferita ga Guardiagrele nella zona industriale di Ortona.
«Alla famiglia Alimonti», ha detto il sindaco Simone Dal Pozzo, presente alle esequie insieme ad altri amministratori comunali, «non posso che esprimere il più sincero cordoglio per la scomparsa di Leonardo, ricordando di lui, non solo il profilo di imprenditore e attore economico, ma anche la cordialità dei modi e l'umana naturalezza del suo approccio alle cose e alle persone».
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