Folla per l’addio a De Luca «Ci lasci un grande vuoto»

Chiesa e sagrato gremiti al funerale dell’agronomo 58enne schiacciato dal trattore Il figlio Mattia: «Una vita senza ombre». Gonfalone da Castel San Pietro Terme
CASOLI. Sergio De Luca la fascia tricolore l’ha indossata per dieci anni e l’aveva incisa sul cuore, nel suo senso di servizio verso la comunità e gli altri. E ieri, al suo funerale, dietro la famiglia, c’erano tante fasce tricolori indossate dai sindaci del territorio, assieme al presidente della Provincia Mario Pupillo, che così gli hanno reso onore. Rose rosse, una bara semplice, perché semplice, garbato eppure determinato era De Luca che era consigliere comunale. Bara sfilata dinanzi alla sua comunità, vestita a lutto e raccolta davanti alla chiesa di Santa Reparata che non è riuscita a contenere tutti. Serrande semiabbassate, bandiera a mezz’asta e un drappo nero anche sul gonfalone portato assieme a quello della città gemellata di Castel San Pietro Terme.
L’ex sindaco è morto in un tragico incidente agricolo lunedì mattina. Era alla guida di un trattore cingolato e stava creando dei solchi nei terreni di famiglia a Fonte Paduli a Sant'Eusanio del Sangro. Arrivato vicino un fossato coperto di vegetazione, il cingolato si è rovesciato su un lato e lo ha schiacciato; inutili i soccorsi.
A celebrare il funerale i parroci don Gennaro, don Gianfranco, don Guido e padre Nicola. «Lasceremo sempre qualcosa in sospeso, qualcosa che altri saranno chiamati a prendere e a continuare», dice Don Gennaro, «per Mosè fu Giosuè, per Sergio la sua famiglia, coloro che lo hanno apprezzato a livello politico dovranno riprendere e ritessere la tela lì dove si è strappata. E Sergio ha lasciato tante cose in sospeso e ne avrebbe voluto fare tante altre: con pazienza si riprenderanno». E sono toccanti le parole del figlio Mattia: «Nessuno può descrivere il senso di vuoto che vivremo per sempre. Tu hai lasciato un vuoto fisico, ma tante altre cose fatte, perché la tua strada era senza ombre, sempre illuminata e basta guardare tutti coloro che sono qui oggi a salutarti per capirlo. Tu eri la mano sempre tesa verso chiunque ti chiedesse un aiuto. Siamo sicuri che l’unica cosa che avresti voluto che venisse detta oggi è grazie: grazie per essere qui». «Solo una persona che ha seminato così tanta bontà poteva ricevere indietro tutto questo affetto incondizionato», aggiunge il nipote. «Sono sicuro che oggi zio ci direbbe di non smettere di essere felici, perché ogni giorno va vissuto senza fermarsi».
Al sindaco Massimo Tiberini tocca esprimere l’incredulità, lo sconcerto, il dolore e allo stesso tempo l’affetto della comunità verso «un uomo pulito, un amico sincero, sempre leale, umile. Non hai mai fatto mancare la tua presenza, la difesa del territorio», dice Tiberini. «Hai amministrato con passione, spirito del sacrificio. Ti sei battuto in ciò che credevi per tutelare i cittadini di Casoli e del territorio. Negli anni hai trasformato il volto del paese, hai creato gemellaggi come quello con Castel San Pietro Terme, siglato nel nome della Brigata Maiella, presente con il vicesindaco Andrea Bondi. E gli attestati di stima sono la prova evidente di una politica lungimirante, che mette davanti a tutto l’interesse della comunità». Giunta anche la preghiera dell’arcivescovo Bruno Forte che ha conosciuto De Luca negli anni in cui è stato alla guida del paese.
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