«Fondi alla vecchia scuola» Truffato l’ex sacerdote

13 Marzo 2019

Scerni. Don Mario D’Ippolito raggirato per 3.800 euro su un falso finanziamento I carabinieri denunciano l’autore. Indagini per scoprire altri casi analoghi

SCERNI. Porta via con un abile raggiro 3.800 euro al parroco emerito della chiesa di San Panfilo di Scerni, don Mario D’Ippolito, ma i carabinieri grazie al numero del suo cellulare e alla carta posta pay sono riusciti a rintracciare il truffatore. G.S., di Noto (Siracusa), 42 anni è stato denunciato per truffa. Gli investigatori cercano altri complici che possano avergli fornito notizie sull’anziano sacerdote utili per mettere a segno il raggiro. Quando ha ricevuto la prima telefonata di G.S., l’ex parroco si è sentito orgoglioso del riconoscimento che la Regione aveva deciso di assegnargli, un sussidio di 50mila euro per la gestione della vecchia scuola ecclesiastica. Alla prima telefonata ne sono seguite altre. Il misterioso interlocutore ha sfoderato tutte le sue armi per conquistare la fiducia dell’anziano. Quando ci è riuscito ha spiegato al prete che per ricevere l’importante sussidio avrebbe dovuto versare sulla carta posta pay la somma di 3.800 euro. Il successivo passaggio sarebbe stato lo storno del sussidio da parte della banca. Quando però don Mario è andato in banca ha avuto una sgradita sorpresa: i 50mila euro non c’erano. Ha capito di essere stato truffato. Il sacerdote ha denunciato il fatto ai carabinieri e i militari diretti dal capitano Marco Ruffini, comandante della Compagnia di Atessa, attraverso l’intestazione del numero di telefono e della carta posta pay sono riusciti a risalire a G.S .
Come detto il siciliano sarebbe riuscito a raggirare il sacerdote parlando della vecchia scuola ecclesiastica. La motivazione, secondo i carabinieri, potrebbe essere stata indotta dopo aver fatto parlare la vittima. Le indagini non sono concluse. I 3.800 euro purtroppo non ci sono più, ma i carabinieri non si arrendono. I militari stanno indagando per appurare anche se don Mario sia stato l’unica vittima. (p.c.)
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