Fondi alle famiglie sgomberate, i residenti incalzano il Comune

Gli abitanti non hanno notizie dei 600mila euro per i rimborsi a chi ha lasciato le proprie abitazioni Chiesto un incontro al sindaco Ferrara. Sul tavolo anche la proposta per realizzare il “Nuovo Borgo”
CHIETI. Passano le settimane ma dei 600mila euro sbloccati come anticipo dei fondi per il dissesto idrogeologico non si sa ancora nulla. Per le famiglie che hanno dovuto lasciare le palazzine sgomberate a Santa Maria la situazione è sempre più difficile e, visto che parte dei fondi dovrebbero essere utilizzati come contributi per l’autonoma sistemazione, il comitato Santa Maria ha deciso di incontrare l’amministrazione comunale per far luce sulla situazione.
«Martedì prossimo incontreremo il sindaco», riferisce Evandro De Iuliis, componente del comitato presieduto da Ettore D’Orazio, «e cercheremo di capire se questi soldi siano arrivati effettivamente nelle casse del Comune di Chieti e, in questo caso, cosa il Comune intenda fare: come vuole ripartirli e soprattutto in che tempi. Poi c’è il problema più generale dell’arrivo dell’intero ammontare dei fondi per sanare il dissesto idrogeologico della collina. Noi come comitato abbiamo avviato un progetto che consiste nel ricostruire più a valle alcune palazzine sgomberate. Abbiamo dato incarico all’ingegnere Domenico Merlino di individuare l’area e avviare uno studio di fattibilità. L’area si trova al Tricalle: di 32mila metri quadrati dove dovrebbe sorgere il nuovo Borgo Santa Maria, ma dobbiamo avere contezza dei finanziamenti statali legati al riconoscimento dello stato d’emergenza».
Dodici palazzi sgomberati, quasi 150 famiglie costrette a lasciare casa, circa 300 residenti coinvolti: sono i numeri del dissesto idrogeologico di Santa Maria. Non tutto il quartiere ne è però interessato. La “zona rossa” è quella sorta di triangolo formato a monte da via Don Minzoni e dalla parallela via Fonte Vecchia, a valle da viale Gran Sasso e lateralmente da via Arenazze. È qui che si registra il lento “scivolamento” della collina, come hanno attestato gli esperti dell’università d’Annunzio che non amano utilizzare la parola “frana”. Poche settimane fa l’ultima ordinanza di sgombero del condominio “Bella dormiente”, in via Don Minzoni 22.
Di tutto questo si parlerà anche nell’incontro di giovedì 30 maggio organizzato dai Giovani democratici nei locali del Caffè Vittoria. L’incontro vedrà i saluti istituzionali del sindaco Diego Ferrara e dell’assessore all’ambiente Chiara Zappalorto e gli interventi del geologo e ingegnere della d’Annunzio che sta seguendo la vicenda, Nicola Sciarra, e dell’assessore ai lavori pubblici Stefano Rispoli.
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