Fondi in ritardo, la Turandot resta sospesa

Non arrivano i contributi della Regione e il Teatro Marrucino ferma la programmazione del Bicentenario
CHIETI. Mancano meno di due mesi al 29 luglio: quel giorno alla Civitella dovrebbe andare in scena la Turandot, appuntamento di punta dei festeggiamenti per il Bicentenario del Teatro Marrucino. Ma non c’è ancora nessuna certezza: la rappresentazione resta sospesa. Il motivo riguarda la mancanza di fondi: finora, nelle casse del Marrucino sono arrivati soltanto due bonifici del Comune per un totale di 165mila euro. Soldi che la Deputazione teatrale ha usato per la «gestione ordinaria del Marrucino» e per «procedere altresì al pagamento degli stipendi dei dipendenti e alla liquidazione degli impegni assunti in via prodromica per la realizzazione degli eventi del Bicentenario». Quelli che mancano ancora all’appello, nonostante promesse e rassicurazioni, sono i soldi della Regione: 500mila euro per il 2018 – 300mila di contributi ordinari e altri 200mila per l’«eccellentizzazione» dei festeggiamenti del Bicentenario come definita dal presidente e senatore Pd Luciano D’Alfonso – e altri 495.873 euro per il 2017. Il presidente del cda del Marrucino Cristiano Sicari e il direttore amministrativo Cesare Di Martino aspettano i fondi ma finora l’attesa è stata invana. Il risultato è che l’attività del Marrucino rischia di finire in un pantano proprio nell’anno più importante in cui Chieti avrebbe voluto giocarsi la carta di capitale abruzzese della cultura. La prima “vittima” è l’opera: a fronte dei ritardi nei versamenti della Regione e anche del ministero della Cultura, il cda del Marrucino, composto dal presidente Sicari e dai consiglieri Paolo De Cesare e Annalisa Di Matteo, ha preso la decisione di sospendere la rappresentazione della Turandot. Tanto che sul sito del Teatro non ci sono informazioni e non è possibile comprare i biglietti. La Turandot sarebbe stata l’appuntamento più importante dell’estate teatina.
Eppure, dopo le polemiche scoppiate per la scomparsa dal bilancio della Regione dei fondi per il Marrucino e le successive rassicurazioni, la liquidazione dei contributi era sembrata quasi una formalità. Ma così non è stato: finora l’emendamento salva-contributi presentato dal consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo e il monito contro i campanili della cultura lanciato dal vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, premiato con le chiavi del Marrucino per il suo impegno verso l’istituzione, non ha sbloccato i fondi.

