Fondi per il Laio Caramanico: il merito non è della giunta

Guardiagrele. L’ex assessore regionale contro il sindaco «Pensi alla diffida sulla messa in sicurezza dei siti inquinati»
GUARDIAGRELE . Il consigliere comunale Franco Caramanico, capogruppo della lista “Insieme si può” prende posizione sulle dichiarazioni del sindaco Simone Dal Pozzo in merito al recente finanziamento di 2 milioni di euro, ottenuto per la bonifica delle discariche di Colle Barone e Brugniti. «Dal Pozzo», osserva Caramanico, «ha affermato che il finanziamento è stato concesso al Comune, grazie al lavoro iniziato nel luglio del 2015 dalla sua amministrazione comunale, dopo quarant’anni di assoluto silenzio sulle discariche. Questo», osserva Caramanico, «non è però assolutamente vero. I fondi infatti, sono arrivati solo grazie a criteri definiti dalle leggi vigenti, approvate nel 2007 e, purtroppo, in base alla pericolosità dell’inquinamento causato. Questa non è la prima volta che l’amministrazione comunale cerca di appropriarsi di meriti che non gli appartengono e lo fa sopratutto per nascondere le tante opportunità di finanziamento perse».
L’esponente di “Insieme si può” sottolinea poi che il primo cittadino, invece di abbandonarsi a dichiarazioni trionfalistiche prive di ogni fondamento, dovrebbe preoccuparsi della «diffida» presentata dalla Regione Abruzzo nei confronti dell’amministrazione comunale lo scorso 31 agosto, relativa alla messa in sicurezza dei siti inquinati e alla predisposizione del progetto di bonifica degli stessi. «Di questa vicenda», ricorda Caramanico, «in passato mi sono anche occupato in maniera diretta nei diversi ruoli che ho ricoperto nel corso del tempo. Nel 1991, come consigliere comunale», ricorda Caramanico, «fui tra i fondatori del coordinamento per il risanamento del torrente Laio, poi l’ho seguita come sindaco ma, sopratutto, nelle vesti di assessore regionale all’ambiente. Al sindaco Dal Pozzo voglio ricordare che in quegli anni nessuno, come dice lui, ha voltato la testa dall’altra parte». Caramanico in merito ricorda infatti di essersi sempre personalmente adoperato con impegno per dotare la Regione di strumenti programmatici nel settore della bonifica e del ripristino ambientale dei siti contaminati. «Basti ricordare», precisa, «l’emanazione del provvedimento sull’anagrafe dei siti contaminati o della legge regionale del 2006 contenente le linee di indirizzo in materia di bonifica dei siti contaminati. Da parte dell’amministrazione comunale», conclude Caramanico, « avremmo preferito una risposta chiara alle prese di posizione della Regione e non una serie di manifesti per rivendicare un finanziamento di 2 milioni, di cui non ha alcun merito, screditando il lavoro portato avanti da altri con impegno e responsabilità, che oggi ha creato le condizioni per bonificare un territorio che va dalla Maiella al fiume Aventino, fino ad arrivare al mare».

