«Fondi Pnrr, vigilanza massima: tuteliamo i 50 milioni per Chieti»

Il comandante interregionale Buratti: «La priorità? i controlli serrati sui finanziamenti alle imprese» Poi annuncia il potenziamento dell’organico in provincia con sette ispettori in più nei reparti teatini
CHIETI. «Monitoraggio attivo e controlli serrati sui finanziamenti alle imprese». È questa la priorità attuale della Guardia di Finanza sul territorio provinciale di Chieti, al lavoro per contrastare «una scommessa che il paese non si può permettere di perdere: il Pnrr». A fornire questo dato è il generale del corpo d’armata della Finanza, Bruno Buratti, comandante interregionale per l’Italia centrale delle Fiamme Gialle, che ieri in visita al comando provinciale di Chieti, guidato dal colonnello Michele Iadarola, ha fatto un punto della situazione sul territorio e sui fenomeni che in questo periodo sono sotto la lente di ingrandimento degli investigatori.
PRIORITà AL PNRR
Ad attirare l’attenzione del Corpo sono, infatti, i fondi previsti dal piano nazionale di ripresa e resilienza e che nella provincia di Chieti hanno già visto investiti diversi milioni di euro.
«Sulla provincia ci sono oltre 5 milioni di euro e oltre 43 milioni sul comune di Chieti», spiega Buratti che richiama l’attenzione anche sulle risorse gestite dalla Zes, Zone economiche speciali. «Ci sono circa 50 milioni di euro su interventi volti a migliorare i servizi delle attività industriali», sottolinea Buratti, «c’è stato un protocollo d’intesa stipulato direttamente tra Zes e il generale di divisione Gianluigi D’Alfonso, comandante regionale Abruzzo». Un monitoraggio che «punta sulla tempestività e sul gioco di squadra».
E in tal senso gli enti locali, attraverso la condivisione dei dati, offrono alle Fiamme Gialle un contributo per contrastare con più rapidità le anomalie.
PRIMO POSTO PER LE PARTITA IVA
La provincia teatina, inoltre, si colloca al primo posto in Abruzzo per il numero di partita Iva. «Sono 28mila», segna Buratti, «un rapporto uno a dieci di abitanti e partita Iva». Altro dato da tenere in considerazione è il numero di grandi aziende, cioè «di terza fascia, con un volume di affari a 100 milioni di euro», e che, solo a Chieti, «sono in numero maggiore rispetto a tutte quelle della regione».
IMPRESE: CONTROLLI SERRATI
Proseguono, poi, i controlli sugli incentivi alle imprese e su cui, in provincia di Chieti, la Finanza ha già avuto risultati positivi conducendo un'analisi di rischio specifica. «Tramite un accordo con la Fira, la finanziaria regionale che gestisce i finanziamenti alle imprese, abbiamo revocato 675mila euro di illeciti», fa sapere Buratti. E specifica «un terzo delle imprese finanziate erano irregolari».
Anche i crediti fittizi sono nel mirino della Finanza: c'è una metodica che si ripete: «Vengono creati artificialmente dei crediti che poi vengono ceduti e utilizzati in compensazione per evitare, ad esempio, il pagamento dell'Iva e dei contributi previdenziali». Da qui, il lavoro nero e irregolare. «Uno strumento di concorrenza sleale», dice Buratti, «soprattutto nelle aziende con un alto tasso di manodopera in cui l'evasione dai contributi fa la differenza». Per intensificare, quindi, i controlli Buratti annuncia il potenziamento dell'organico nei reparti teatini con «sette ispettori in più». Attenzione anche alla merce contraffatta: sul territorio, precisa Buratti, «non c'è produzione o stoccaggio, ma un terminale di consumo».

