Fondovalle, multe a raffica ma la manutenzione è zero

17 Giugno 2015

La Provinciale Alento in completo abbandono da Bucchianico a Ripa Teatina Autovelox e telelaser in agguato anche con la segnaletica coperta dalle erbacce

RIPA TEATINA. «La multa per eccesso di velocità? Ci sta tutta, per carità, se l’infrazione al Codice della strada è realmente commessa. Ma qualcuno alzi la voce e, soprattutto, scriva alle solerti forze dell’ordine pronte a salassare gli automobilisti con autovelox e telelaser, che i cartelli della segnaletica stradale devono essere ben visibili per evitare ogni possibile insidia a chi è al volante». Qui, sull’ex statale 649 fondovalle Alento che collega la statale 81, sotto Bucchianico, con la variante Adriatica di Francavilla, passando per i territori di Ripa Teatina e Torrevecchia, sembra di essere nella foresta equatoriale, come segnala al Centro un gruppo di pendolari. Sono pochi i cartelli visibili e che indicano i tratti pericolosi della carreggiata; altrettanto scarsi quelli che annunciano la possibilità di incorrere nel controllo elettronico della velocità; da contenere nelle dita una mano quelli direzionali. Di chi è la strada? Della Provincia. C’è manutenzione? No, zero. Dal viadotto Bucchianico, 311 metri di lunghezza, al viadotto Alento, 333 metri, è tutto un percorso-trappola. Si viaggia a intuito con la segnaletica. Il limite è di 70 chilometri/orari; nei tratti più dissestati si scende a 50, ma i cartelli tondi col cerchio rosso sono spesso coperti dalla vegetazione. E che dire di quelli che avvertono l’ignaro automobilista che il fondo stradale è dissestato? Risucchiati dagli arbusti. E le indicazioni sulla possibilità di incorrere nel controllo elettronico della velocità, a prescindere se la verifica sia della polizia stradale o della polizia municipale di non si sa quale Comune? Oscurate da rigogliosi cespugli. Devi poi svoltare a destra per salire a Chieti sulla bretella che ti porta al centro commerciale? Sei costretto a fermarti e a scostare con un bastone rami e arboscelli che ti impediscono di sapere pure in quale zona del Chietino ti trovi. E sai che potresti imbatterti in alcuni animali che attraversano all’improvviso la carreggiata? No. Eppure la segnaletica c’è ma non si vede. Così come le paline bianche del chilometro o quelle col nome del viadotto che stai percorrendo. Insomma, un viaggio nella terra di nessuno, dove neanche un po’ di asfalto a freddo viene sistemato al posto dei giunti a tampone dei viadotti e dove a ogni passaggio si mettono sotto stress sospensioni e ammortizzatori dei veicoli. Ma poco importa che la manutenzione non ci sia. «La polizia stradale, spesso, e quella municipale, un po’ meno, sono in agguato», continuano i pendolari, «tanto la multa la paga l’automobilista imprudente con soldi che non finiranno mai sulla cura di questa strada abbandonata da tutti e che molti per lavoro sono costretti a percorrere ogni giorno che ha fatto il Signore».

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