Fontana in piazza Valignani In anteprima come sarà

20 Luglio 2014

Costerà, con le panchine, 250mila euro ma il Comune ne spende solo un quinto Progettata dallo Studio Opera, domani la consegna del cantiere all’Ati-Diodato

CHIETI. Piace oppure no la fontana che sorgerà in piazza Valignani? La mostriamo in anteprima così come l’ha progettata lo Studio Opera degli architetti Augusto Capone e Gianfranco Scatigna. Il costo? Comprese le panchine di marmo, sobrie e senza schienale, che saranno installate anche lungo corso Marrucino, la fontana monumentale comporterà una spesa di 250mila euro.

Di questi, però, solo un quinto è a carico dell’amministrazione comunale che, per coprire la propria quota di spesa, ha contratto un mutuo. Il resto della somma, invece, arriva da fondi europei che il sindaco, Umberto Di Primio, ha deciso di investire per riqualificare il cuore di Chieti. Cioè piazza Valignani su cui si affacciano, oltre al palazzo arcivescovile, l’edificio che ospitava la Banca d’Italia, ed ora ospita il Comune, e il Teatro Marrucino.

Al di sotto del primo, e dell’attiguo palazzo del governo, si estendono poderosi ambienti ipogei (fine II secolo-inizi III secolo d.C.) che accreditano, nell’area, un radicato culto delle acque. Sì proprio l’acqua che animerà la fontana. Piazza Valignani, del resto, è detta anche “il Pozzo“: è dunque anche snodo di un ampio sistema di captazione idrica in alcuni tratti ancora efficiente.

Ma non è come mettere statue di leoni nel Colosseo oppure fotografie di Galileo sotto la torre di Pisa e croci in piazza San Pietro. C’è già chi dice: era meglio investire i 250mila euro per aprire costantemente al pubblico i tempietti romani e le terme. E chi si preoccupa della processione del Venerdì Santo che, in piazza Valignani, s’imbatterà della fontana. E chi, infine, pensa a piazza San Giustino, con il pavimento sgarrupato, dove “le automobili affollano uno spazio che dovrebbe essere riportato alla vita: scalzano l’importanza della cultura, quella viva e reale, e compiono la criminosa eutanasia non solo delle pietre, ma delle esistenze umane che sono cresciute ai piedi del paliotto d’altare del Sammartino e si sono ritrovate in raccoglimento nella sobria cripta di origine romanica».

Una frase, quest’ultima, che dovrebbe essere riletta ogni volta che sgorga un’idea come quella della fontana-monumento al centro del pozzo che ridà vita all’acqua, la riporta in superficie, ma accende il dibattito.

Rata fiat: i patti sono ormai ratificati. Domani il sindaco e l’assessore ai lavori pubblici consegneranno il cantiere all’Ati-Diodato. Il Comune ha il via libera della Sovrintendenza, ha già incontrato i commercianti del Corso e non spenderà, di tasca propria, molto per la nuova opera.

Ma basta per convincere chi non è d’accordo? Conoscere il parere dei cittadini è importante: chiunque può inviarci una riflessione sul progetto del nuovo arredo urbano nel cuore del centro storico. Basta una fontana per riaccendere la vita: la vita di Chieti?