Fontanella sparita e 100 palme malate: lungomare desolato

L’impianto alla pinetina abbattuto da un Suv e non sostituito Tutte le piante colpite dal famigerato “punteruolo rosso”
VASTO. Un nastro arancione ed un cartello al posto della storica fontanella vicino alla pinetina abbattuta da un Suv, nel tratto nord del litorale; lo spettacolo triste e desolante offerto da viale Dalmazia dove il punteruolo rosso ha fatto strage di palme, riducendone a mal partito un centinaio. Per non parlare del lungomare, la cui pavimentazione si presenta dissestata in più punti, e delle aree verdi abbandonate diventate ricettacolo di rifiuti. Si presenta così Vasto Marina alle soglie di una nuova stagione balneare che dovrebbe prendere il via sotto i migliori auspici. Per la diciassettesima volta la località costiera è stata insignita della bandiera blu, il prestigioso vessillo della Fee (Fondation for Environmental Education) che premia i centri turistici che soddisfano 33 criteri di valutazione suddivisi in quattro categorie: educazione ambientale e informazione, qualità delle acque di balneazione, gestione ambientale, servizi e sicurezza. Un riconoscimento di cui non si può che essere orgogliosi, ma che lungo la riviera vastese, da sud a nord, passando per il centro, è stato accolto con amarezza. Tra gli operatori, gli stessi che nei mesi scorsi avevano provocatoriamente lanciato l’idea di un “funerale”, prevale la rassegnazione. «La Marina dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città, il biglietto da visita per il turista», annotano operatori commerciali ed esercenti, «invece qui c’è solo degrado ed abbandono. Non è stato fatto nulla di quanto promesso. Ci avevano assicurato che per Pasqua le palme sarebbero state tagliate e sostituite. Siamo a maggio e viale Dalmazia sembra un cimitero. Per non parlare del lungomare privo di qualsiasi tipo di manutenzione. La bandiera blu? É un riconoscimento importante, ma vanno assicurati i servizi».
Non vanno meglio le cose nel tratto nord del litorale: qui gli stabilimenti balneari hanno da poco riaperto i battenti, contrariamente alla parte meridionale della riviera dove gli ombrelloni sono già stati installati. Ma sono le aree pubbliche che attirano i commenti negativi. É il caso del lungomare Cordella dove al posto della storica fontanella vicino alla pinetina, meta in estate di bagnanti in cerca di refrigerio, ci sono un nastro arancione ed un cartello.
«La fontana è stata abbattuta da un Suv che è andato a sbatterci contro nei mesi scorsi», racconta un operatore turistico, «in Comune avevano promesso che sarebbe stata ripristinata in tempi brevi. Sicuramente passerà altro tempo conoscendo i tempi biblici della pubblica amministrazione». Altro capitolo è la pista ciclabile, ancora senza luci e bisognosa di interventi di manutenzione. Ai lati del tracciato l’erba è alta un metro e mezzo. Qualcuno ha anche buttato del diserbante facendo avvizzire la vegetazione protetta. Lì c’è una riserva che costeggia un rarissimo ambiente dunale. Dovrebbe essere valorizzata, viene invece vissuta come una limitazione, un intralcio. Manca la sensibilizzazione.
Anna Bontempo
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