Forgione saluta dopo oltre 2 anni «I sindaci i nostri primi alleati»

CHIETI. Prefetto Armando Forgione, dopo due anni e quattro mesi è giunto il momento dei saluti. «Qui lascio il cuore. Sono arrivato a Chieti un po’ per caso, non me l’aspettavo. Ma ho iniziato questa...
CHIETI. Prefetto Armando Forgione, dopo due anni e quattro mesi è giunto il momento dei saluti.
«Qui lascio il cuore. Sono arrivato a Chieti un po’ per caso, non me l’aspettavo. Ma ho iniziato questa avventura animato da una grande forza di volontà. Il mio impegno è stato massimo. E ho avuto un eccezionale ritorno in termini di ricchezza morale da un territorio che, anche a livello naturalistico, non ha pari in Italia. D’altronde, indicatemi voi un altro posto dove si può sciare guardando il mare...».
Emergenza Covid a parte, qual è la stata la battaglia più importante che ha portato avanti per la città di Chieti?
«Quella contro la desertificazione del centro cittadino, condotta attraverso l’iter per arrivare alla riapertura delle caserme Bucciante e Berardi, dove nasceranno rispettivamente la cittadella della cultura e quella della pubblica amministrazione. In questo senso, sono dispiaciuto di non aver raggiunto alcuni obiettivi che mi avrebbero reso particolarmente orgoglioso. Se non ci sono riuscito, chiedo scusa alla cittadinanza. Immaginavo che il percorso sarebbe stato molto più veloce, ma purtroppo ciò non è avvenuto, anche a causa del numero elevato degli enti coinvolti, ognuno geloso delle proprie prerogative. Passi avanti sono stati comunque fatti, anche se non decisivi».
Qual è la situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica in provincia di Chieti?
«Lascio una provincia che non ha creato particolari problemi sotto questo punto di vista. Ma l’allerta deve rimanere massima: abbassare la guardia o ridurre il controllo del territorio sarebbe un errore gravissimo. Insomma: il quadro generale induce a essere sereni. E la serenità di un territorio è un bene che, una volta raggiunto, non bisogna assolutamente perdere. Devo ringraziare tutte le forze dell’ordine per il lavoro fatto. Dalla polizia di Stato ai carabinieri, dalla guardia di finanza ai vigili del fuoco e alla capitaneria di porto: la loro collaborazione è stata eccezionale, e le mie non sono parole di circostanza».
Nel 2020 ha assunto il suo incarico a Chieti nei mesi drammatici della lotta al Covid.
«Sono arrivato nel pieno della pandemia ed è stato necessario prendere il toro per le corna. Talvolta ho dovuto imporre anche qualcosa ai sindaci, ma sempre con l’unico obiettivo di tutelare la salute della collettività».
A proposito di primi cittadini, cosa si sente di dire ai sindaci?
«Li ringrazio perché sono stati i miei più fedeli alleati sia durante l’emergenza Covid che, più recentemente, quando abbiamo fatto squadra per provare ad alleviare gli effetti del caro energia. Grandi alleati sono stati anche i sindacati e le associazioni di categoria: le mediazioni hanno sempre portato risultati».
Un ultimo messaggio ai teatini?
«Qui ho trovato una ricchezza culturale di altissimo profilo, grazie alla presenza delle associazioni e di tantissimi talenti, molti dei quali giovanissimi. Forse, c’è un po’ di riottosità a valorizzarli. Ai teatini dico di non abbattersi al primo ostacolo, perché questa città e questa provincia possano ritagliarsi, anche a livello nazionale, lo spazio che meritano». (g.let.)

