Forte ai giovani: volate alto per realizzare la vostra vita
CHIETI. «Miei carissimi giovani, sono il vostro vescovo, il padre e il fratello che Dio ha scelto come guida della nostra Chiesa diocesana in quest’epoca così ricca di sfide e di attese, che ci è...
CHIETI. «Miei carissimi giovani, sono il vostro vescovo, il padre e il fratello che Dio ha scelto come guida della nostra Chiesa diocesana in quest’epoca così ricca di sfide e di attese, che ci è dato di vivere. Vi scrivo perché siete al centro dell’attenzione del mio cuore, specialmente in questo tempo in cui su invito di Papa Francesco tutta la Chiesa riflette su di voi, con voi e per voi, preparandosi al prossimo Sinodo dei vescovi a voi dedicato. Non vi scrivo per dirvi che cosa dovete fare, ma per invitarvi a sognare, certo che -se saprete sognare a occhi aperti- la vostra vita potrà diventare un po’ alla volta quello che di più bello sognate». È la lettera che l’arcivescovo della diocesi di Chieti-Vasto, monsignor Bruno Forte, ha inviato ai giovani della diocesi in occasione della Pasqua 2018.
«È quello che è successo anche a me da quando ho incontrato Gesù ed ho scoperto la mia vocazione: è anche per questo che ve ne parlo. Il sogno che intendo», riprende Forte, «non è fuga dalla realtà o presunzione di realizzare l’impossibile: è, invece, la sfida a volare alto, a vedere l’invisibile e ad amare con l’amore che viene da Dio, quell’amore che ci invita a fare della nostra vita la realizzazione del Suo progetto per ognuno di noi, spendendola con gioia al servizio Suo e degli altri. Don Helder Camara - vescovo brasiliano vissuto alcuni anni fa, vero testimone di Gesù, amico e servitore dei poveri - amava ripetere: “Beati quelli che sognano: porteranno speranza a molti cuori e correranno il dolce rischio di vedere il loro sogno realizzato”. E un altro grande pastore dell’epoca stupenda del Concilio Vaticano II, il cardinale belga Leo J. Suenens, affermava: “Beati quelli che sognano e sono pronti a pagare il prezzo più alto perché il loro sogno prenda corpo nella vita degli uomini”. Sono due le espressioni del sogno di Dio che vorrei condividere con voi», sottolinea l’arcivescovo, «la speranza e il servizio, che nasce dalla carità. Sono certo che la vostra presenza attiva e responsabile nella comunità cristiana, come nella società civile, potrà arricchire tutti e spingerà ciascuno a sognare insieme con gli altri e a realizzare così il sogno che ci è stato mostrato in Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo, nel quale l’amore eterno ha preso carne fra noi. Vi chiedo perciò: siete disposti a interrogarvi sul senso della vostra vita in ascolto di Gesù e dialogando con Lui, per imparare a sognare a occhi aperti ed essere protagonisti di un domani migliore per tutti? Quale bellezza il vostro cuore cerca, quella del consumismo, che sembra saziare ma poi lascia vuoti, o quella di un amore così grande, che possa occupare tutti gli spazi dell’anima e porti a fare scelte generose ed esigenti, come è solo l’amore di Dio? Sapete che il Signore Gesù ha chiamato e chiama a seguirlo nella via della fede e dell’amore tanti giovani come voi, che in Lui hanno trovato la forza di amare e la gioia di tutta la vita? Il Dio in cui crediamo è l’amico dei giovani, non il loro concorrente, è il loro vero garante e salvatore. Nel Suo progetto su ciascuno di voi», rimarca Forte, «al primo posto c’è la chiamata alla solidarietà, alla responsabilità verso gli altri e verso il creato, all’amore che non deluderà mai. La sfida con cui vi invito a misurarvi è quella a volervi pienamente umani, non nella solitudine di un egoismo sazio e prigioniero di sé, ma nella comunione di un patto di solidarietà e di alleanza con gli altri e con Dio, il cui amore tutto avvolge ed è misura piena e definitiva di ogni scelta vera, giusta e bella. Se accetterete questa sfida potrete contribuire a rendere il mondo migliore per tutti».

