Forte: nessuna lezione da Laudazi

Il presidente del consiglio comunale (Pd) bacchetta l’esponente del Nuovo Faro
VASTO . «Non accettiamo lezioni di morale da nessuno, tanto meno dall’ingegner Edmondo Laudazi». Il presidente del consiglio comunale Giuseppe Forte approfitta del congresso cittadino del Pd – che ha eletto nuovo segretario Luciano Lapenna – per bacchettare l’esponente della lista civica “Il Nuovo Faro”, la cui firma figura in calce alla richiesta di sfiducia presentata da otto consiglieri di minoranza, tra cui i due rappresentanti del Movimento 5 Stelle. Forte ha tirato fuori in piena assemblea un atto transattivo del 20 ottobre 2016 siglato tra il Consorzio di bonifica sud e il professionista vastese, con cui si stabiliva la liquidazione di 49mila euro, da corrispondere in tre rate. Nello stesso atto transattivo si concordava «la rinuncia da parte dell’ingegner Laudazi agli interessi maturati o da maturare e a tutte le azioni giudiziarie, nessuna esclusa, riferite alle prestazioni professionali rese». Durante il suo intervento Forte ha anche ricordato che Laudazi ha svolto in passato il ruolo di amministratore delegato all’interno del Cda della Pulchra, la società partecipata del Comune e, all’atto delle dimissioni presentate per «sopraggiunti ed inderogabili impegni professionali», chiese un premio di risultato di 40mila euro che gli venne accordato dall’allora presidente di parte pubblica, Alfonso Mercogliano. Insomma, l'esponente Pd si è voluto togliere qualche sassolino dalle scarpe dopo essere finito nel mirino delle opposizioni che vogliono sfiduciarlo sul presupposto di aver «mantenuto costantemente una posizione di parzialità e di non garantire una gestione serena ed equilibrata dei lavori all’interno dell’aula consiliare». Una mozione che la maggioranza di centrosinistra si accinge a respingere. «Visto che il presidente del consiglio è così interessato alla mia situazione patrimoniale mi presenterò in aula con le fatture degli ultimi anni», commenta Laudazi, «quella transazione a cui si riferisce Forte risale al 20 ottobre 2016 ma non sono stato ancora pagato. E stiamo parlando di una prestazione professionale resa nel 2001, quando insieme ad altri due tecnici venni nominato componente della commissione per il collaudo delle opere relative alla diga di Chiauci. A distanza di dieci anni mi venne proposto di rinunciare al 50% della parcella», aggiunge l’ingegnere, «sta di fatto che a tutt’oggi non ho ancora ricevuto la somma pattuita».
Anna Bontempo

