Fortuna, il papà vendeva cocco a San Vito

3 Maggio 2016

L’uomo la scorsa estate ambulante sulla spiaggia frentana. Molti residenti lo hanno riconosciuto .

SAN VITO. “Cocco, cocco bello, cocco fresco”. “Ciambelle, cocco”. Sono le frasi pronunciate a squarcia gola per un’estate intera sulla spiaggia San Vito da un venditore ambulante che, molti, ora dicono essere Pietro Loffredo, il papà della piccola Fortuna, la bambina di 6 anni di Caivano, nel Napoletano, morta il 24 giugno 2014 dopo essere stata gettata dal balcone del palazzo in cui viveva, dopo aver subito violenze di ogni genere. A segnalare la somiglianza di Pietro Loffredo con il venditore di cocco il sito Videocittà che ha, a sua volta, racconto le indicazioni di alcuni lettori. A San Vito molti residenti non hanno dubbi. «È lui», dice una donna che lo ha visto tutti i giorni, «era sempre gentile, discreto. Mai insistente. Durante l’estate si era anche procurato un carretto per portare il cocco e poi anche le ciambelle». Ma era proprio lui? Loffredo è stato in carcere per contrabbando di sigarette e vendita di cd pirata. È stato anche nel carcere di Lanciano. L’estate scorsa era in libertà ma nessuno pensava al dramma che aveva subito; la perdita di una figlia di appena 6 anni. Dramma e ferita che si sono riaperti con l’arresto di Raimondo Caputo, 43 anni, disoccupato e pluripregiudicato, con l’accusa di aver violentato e ucciso Fortuna dopo che la bambina si era ribellata alle molestie. Loffredo chiede giustizia, attraverso al pagine del Corriere chiede che la giustizia impalcabile con lui, che ha scontato 10 anni di carcere, lo sia ancora di più con l’orco che ha violentato e ucciso sua figlia. (t.d.r.)

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