Foto e video di allagamenti per segnalare il pericolo

14 Dicembre 2017

CHIETI. L’esposto del Wwf Italia ricalca un documento del 2016 inviato alla Regione sul caso Megalò 2: in 8 pagine, il Wwf presentava osservazioni al progetto da sottoporre alla valutazione d’impatto...

CHIETI. L’esposto del Wwf Italia ricalca un documento del 2016 inviato alla Regione sul caso Megalò 2: in 8 pagine, il Wwf presentava osservazioni al progetto da sottoporre alla valutazione d’impatto ambientale. «Il completamento e l’adeguamento dell’argine rappresentano unicamente un intervento di messa in sicurezza dell’esistente e non certo la premessa per aggravare la situazione con ulteriori interventi urbanistici in un’area che dovrebbe invece essere liberata dalle costruzioni esistenti», recita il documento degli ambientalisti che «ritengono viziato da illegittimità e comunque inaccettabile il tentativo di accorpare il progetto di completamento dell’argine – che va considerato una tardiva riparazione di quanto a suo tempo omesso, con un potenziale e assurdo decennale aumento del rischio che solo casualmente non ha provocato danni irreparabili – con quello di nuove costruzioni che andrebbero a ulteriormente cementificare un’ansa del fiume». Nel documento, il Wwf denuncia che «la realizzazione del Megalò in un’ansa e cassa di espansione naturale del fiume ha stravolto il regime idraulico del corso d’acqua, con aumento del rischio a monte e a valle». Su questo è intervenuto nei giorni scorsi anche il sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito, allarmato per un possibile aumento del rischio esondazioni a Santa Teresa.