Frane, aumentano i rischi in città: «Servono fondi per l’emergenza»

12 Dicembre 2022

Il costone di Santa Giusta sta cedendo, problemi anche in via per Orsogna, piazza D’Amico e sul Corso L’appello alla giunta Paolini: «Chieda finanziamenti alla Regione». Bomba: «Lavoriamo per i progetti»

LANCIANO . «Lanciano vive un’emergenza costante legata al dissesto idrogeologico. Le catastrofi di Ischia e delle Marche devono svegliare la giunta Paolini, non si deve restare a guardare». È Francesco Anania, coordinatore del circolo Articolo 1 a porre l’attenzione sul dissesto idrogeologico in città che mette a rischio interi costoni, come quello di Santa Giusta, dove c’è un fronte che sta cedendo lungo 60 metri, di Sabbioni, di via per Orsogna e le zone centrali di piazza D’Amico e corso Trento e Trieste. Per Articolo 1 le tragedie di Casamicciola e delle Marche devono far suonare un campanello d’allarme nella giunta, che deve cercare fondi, anche bussando alla Regione.
ARTICOLO 1
«Il centrosinistra aveva proposto, con un emendamento di 600mila euro al bilancio di previsione approvato ad agosto, di finanziare la progettazione degli interventi prioritari sulla valle della pietrosa, il Corso e il centro storico, ma è stato bocciato», ricorda Anania. «Una richiesta fatta perché la giunta Paolini non ha previsto un solo euro contro il dissesto idrogeologico e ha effettuato a settembre una variazione da 50mila euro per un intervento a ridosso di alcuni esercizi commerciali del centro che sono solo un palliativo. Evidentemente ci si affida alla buona sorte». Ma per Articolo 1 Paolini - oltre al Pnrr - per avere fondi dovrebbe bussare alla Regione, con la quale «c’è sintonia». «I progetti ci sono già», aggiunge, «basta leggerli e tra tutte le mance a pioggia della giunta Marsilio, si faccia attenzione a ciò che proprio una pioggia potrebbe di nuovo provocare in città, sfruttando il prossimo bilancio di previsione regionale di fine anno».
LE FRANE
Ad allarmare non solo Articolo 1, il centrosinistra e anche Italia Nostra, è il fatto che Lanciano è zona fragile. Ci sono aree della zona storica, di via per Orsogna, mercato coperto, Sant’Egidio che hanno bisogno di interventi da anni. A questi si aggiungono i lavori per risanare il dissesto idraulico che ha causato la voragine al Corso e poi le frane a Santa Giusta, ben tre attive. «Nella zona della gunite a Santa Giusta la situazione sta peggiorando: si sono verificati ulteriori cedimenti di terreno per un fronte di circa 60 metri», segnala Pierluigi Vinciguerra, presidente di Italia Nostra. «Ci sono crepe larghe oltre 20 centimetri, cancelli delle abitazioni in bilico, cedimenti delle reti di contenimento messe dalla Provincia anni fa. Il problema è che sono luoghi quasi inaccessibili per via degli arbusti cresciuti a dismisura. Altro allarme c’è in contrada Sabbioni, punto zero della frana secondo gli studi del geologo Luigi Carabba da cui dovevano partire i lavori contro il dissesto: qui le case abbandonate sono a pezzi e la strada ha degli avvallamenti».
LA GIUNTA
Ma la giunta Paolini non è con le mani in mano come spiega l’assessore Paolo Bomba, che ha fatto anche un sopralluogo a Santa Giusta. «Abbiamo chiesto i fondi alla Regione e siamo attenti ai bandi», afferma. Sono stati chiesti i soldi per la progettazione definitiva per chiudere la scheda da 12 milioni inerenti interventi puntuali sul dissesto in centro, per la Lanciano-Orsogna, (2 milioni di euro), per Madonna del Carmine, via Agorai, piazza Garibaldi, per il consolidamento scarpata in località Sabbioni, il ponte di Torre Marino. Si attendono risposte dalla Regione e i bandi sul dissesto del Pnrr non ancora pubblicati.
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