Frane, il M5S presenta il conto: «Governo, servono 30 milioni»

13 Giugno 2023

Torto presenta due emendamenti al “decreto alluvione”: aiuti previsti solo per Marche e Toscana L’appello ai parlamentari e a Marsilio: iniziativa da sostenere senza badare al colore di partito

CHIETI. Per mettere in sicurezza il territorio dei comuni di Chieti e Bucchianico dai problemi del dissesto idrogeologico occorrono minimo 30 milioni di euro. Tanti ne ha chiesti al governo la deputata del Movimento 5 Stelle Daniela Torto, scesa in campo dopo le frane e gli allagamenti di maggio. La deputata abruzzese ha presentato in commissione ambiente alla Camera due emendamenti al decreto 61, il cosiddetto “decreto alluvione”, alla luce dei danni causati nel mese scorso a Chieti, dove con ordinanza sindacale sono state chiuse due scuole e sgomberato un condominio nel quartiere di Santa Maria, e a Bucchianico, nel cui territorio si è registrata l’ennesima frana con famiglie costrette a lasciare le case.
Con i due emendamenti, illustrati ieri mattina in conferenza stampa insieme al capogruppo pentastellato al Comune di Chieti Luca Amicone, si chiede innanzitutto l’istituzione di un Comitato tecnico scientifico per la prevenzione, il monitoraggio e la mitigazione del problema del dissesto idrogeologico nella provincia di Chieti. «Il Comitato», dice Torto, «dovrebbe essere composto da rappresentanti del governo e in particolare di protezione civile, Regione, Provincia, Comuni, università e Ispra e dell’Autorità di bacino distrettuale».
E poi c’è la richiesta di reperire 30 milioni euro per bloccare le frane. «Da una parte abbiamo necessità di affrontare il problema dei problemi, la fragilità del territorio», continua la deputata, «ma anche una cattiva politica del suolo e del territorio unita ad aggressive politiche edilizie. Dall’altra l’esigenza di intervenire subito sulle frane che hanno interessato via Santa Chiara e via Piane a Bucchianico e viale Gran Sasso a Chieti. Ci sono valutazioni di sfollamenti, scuole che hanno registrato spostamenti di un centimetro. Per questo i 30 milioni, che non sono affatto sicura che possano bastare, ma saranno solo un inizio».
La parlamentare ha lanciato un appello al presidente della Regione Marco Marsilio, che a Chieti nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo. Ma, dice Torto, «dalle parole non è riuscito a passare ai fatti. Eppure è un presidente di Fratelli d’Italia, il partito della premier Giorgia Meloni che, tra l’altro, è stata eletta in Abruzzo. Possiamo ringraziare Marsilio per l’interesse dimostrato, ma ora bisogna passare ai fatti e lui può chiedere alla premier sua leader di partito di intervenire anche per l’Abruzzo che l’ha eletta. Oggi nell’articolo 18 del decreto 61 si apre alla possibilità di sostegno a Regione Marche e Toscana, ma nulla sull’Abruzzo. Chiedo dunque a Marsilio», incalza la parlamentare del Movimento 5 Stelle, «di istituire un tavolo con i parlamentari abruzzesi, togliamo le bandiere, togliamo i colori di partito e facciamo in modo che l’intelligenza collettiva sia messa a servizio dei problemi comuni». L'appello di Torto ai parlamentari abruzzesi è dunque a sostenere la sua battaglia, firmando il doppio emendamento. L’appello è rivolto in particolar modo ai parlamentari di maggioranza, da Nazario Pagano (Forza Italia) ad Alberto Bagnai (Lega) e a Guerino Testa (Fratelli d’Italia).
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