Frane in città, l’allarme di Ferrara «Dati preoccupanti: via ai lavori»

28 Novembre 2022

Il sindaco: «Le immagini della tragedia di Ischia mi hanno turbato, da noi la massima attenzione» Via Gran Sasso è sprofondata di cinque centimetri negli ultimi tre anni: «Monitoraggio satellitare»

CHIETI. Gli interventi di messa in sicurezza della città, dal punto di vista di frane e dissesti idrogeologici, partiranno a breve, «perché Chieti non faccia la fine di Ischia». Parola del sindaco Diego Ferrara, che si è detto turbato «di fronte alle immagini di distruzione che arrivano dall’isola. A mente lucida», dice il primo cittadino, «penso di aver fatto bene, già all’epoca del mio insediamento, a mantenere alta l’attenzione sulla problematica idrogeologica, chiedendo interlocuzioni periodiche con la Protezione civile regionale e l’università d’Annunzio. Tutto ciò sta permettendo di mantenere in sicurezza aree importanti, per estensione territoriale, della nostra città e dare certezza alla popolazione che qualsiasi decisione presa dall’amministrazione a questo proposito non sarà mai frutto dell’improvvisazione ma il risultato di un lungo e attento lavoro condiviso. A breve cominceranno alcuni degli interventi necessari a rendere più sicure porzioni di città più vulnerabili». Il sindaco si riferisce in particolare alla zona di Santa Maria.
IL MONITORAGGIO
«Siamo stati all’Aquila», dice Ferrara, «insieme all’assessore Stefano Rispoli per incontrare i responsabili della Protezione civile regionale. I tecnici ci hanno detto che il territorio teatino era già sotto controllo e che proprio nella zona di Santa Maria, tra via Don Minzoni, via Arenazze e viale Gran Sasso, c’era la situazione di maggiore criticità. Questa zona viene monitorata attraverso apparecchiature satellitari», continua il sindaco riferendo i contenuti degli incontri aquilani, «da questo monitoraggio è risultato che la zona di viale Gran Sasso è sprofondata di cinque centimetri in tre anni. Sono dati che preoccupano, ma il fatto che questa zona sia tenuta sotto controllo dalla Protezione civile regionale mi ha fatto comunque sentire meno solo. Sono anche contento per il coinvolgimento dell’ateneo d’Annunzio che ha preso l’impegno, con le sue professionalità, di fare sopralluoghi e analizzare i dati per rilasciare un parere tecnico sullo stato d’emergenza o meno. Il parere sarà rilasciato entro il mese di dicembre». I sopralluoghi ci sono già stati nel mese di novembre, ora si attende il risultato dello studio.
MILIONI PER SANTA MARIA
Per la zona si aprono due possibili scenari futuri. Uno che riguarda i progetti di risanamento con fondi già trovati dal Comune, un altro, molto più preoccupante, che riguarda l’istituzione di una “zona rossa”. In questo caso non sarebbe più il Comune a decidere cosa fare, ma l’ente dovrebbe sottostare a precise norme di carattere regionale e nazionale. Si tratta comunque di un’ipotesi a cui l’ente si augura di non arrivare, perché comporterebbe anche l’evacuazione di circa 200 famiglie che abitano nella zona. Il Comune intende invece andare avanti con i propri progetti già finanziati. Ci sono 2 milioni di euro per la regimentazione delle acque e altri 5 per costruire una palificazione in fosso Santa Chiara per mettere al sicuro la zona.
DISSESTO IN VIA IANNI
L’altro fronte che preoccupa è quello che si trova dall’altra parte della città, tra via Ianni, via Masci e via Fieramosca, a Sant'Anna. Quest’estate la frana che ha interessato l’autoparco comunale ha preoccupato non poco. «Per circa tre mesi», dice il sindaco, «abbiamo tenuto la situazione sotto controllo con degli incrinometri e attraverso l'utilizzo di droni. Terminati gli studi, ora possiamo intanto dire che il problema non è dovuto ai lavori per il nuovo insediamento nella zona. Nei tre mesi di controlli, abbiamo visto che non ci sono stati ulteriori cedimenti».