Frane, un progetto da 12 milioni Allo studio le crepe nella chiesa

Piano di interventi del Comune diviso in lotti per avere maggiori capacità di accesso ai fondi regionali Sondaggi alla Madonna del Carmine: lo smottamento potrebbe essere ripreso. Bomba: «Siamo vigili»
LANCIANO. Lo studio di fattibilità da 12 milioni di euro per fermare il dissesto in centro da dividere in lotti; le crepe apertesi a Madonna del Carmine, in particolare nella zona della chiesa, chiusa da un anno, da approfondire con studi geologici da finanziare subito; gli oltre 2 milioni di euro ottenuti per mettere in sicurezza la Lanciano- Orsogna: sono gli impegni che sta affrontando la giunta Paolini sul fronte frane, problema atavico della città che conta ben 9 zone rosse ad altissimo rischio idrogeologico e zone a rischio idraulico nel centro storico su cui intervenire. «Si lavora a differenza di quanto la minoranza», dice l’assessore ai lavori pubblici Paolo Bomba, «ma il problema delle frane non si risolve in un batter d'occhio, sono interventi delicati che richiedono anni e milioni di euro».
MADONNA DEL CARMINEÉ nella contrada a nord della città che il Comune sta ponendo attenzione per un movimento franoso che pare ci sia da alcuni anni e sembra ripreso. Già nel 2015 dopo l'alluvione che colpì la città la contrada ebbe problemi, tant'è che due famiglie dovettero anche lasciare le proprie case per una frana che si era riattivata; ora è la zona dove c'è la chiesa a preoccupare. «Non c’è un allarme, ma la chiusura della chiesa per motivi di sicurezza perché ci sono crepe e danni ci impone di capire che cosa sta accadendo», spiega Bomba. «Dobbiamo fare dei sondaggi con dei geologi che nomineremo a breve per capire l’entità del movimento e poi valutare lavori e costi». La chiesa di Nostra Signora del Carmelo è stata chiusa il 6 dicembre 2022 dall’arcivescovo Emidio Cipollone “per motivi di sicurezza, dopo sopralluogo fatto dall’ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici viste le condizioni precarie”, crepe segnalate dal parroco. «L’interesse è ovviamente salvaguardare l'incolumità dei fedeli», spiega l’ingegnere della curia, Angelo Di Monte, «e la diocesi, che ha subito avvisato il Comune con cui ha fatto degli incontri, ha realizzato interventi massicci, puntellamenti e soprattutto il monitoraggio di cui si attendono i risultati».
PROGETTI DA DIVIDEREPer gli interventi sulle frane il Comune ha presentato in Regione uno studio di fattibilità da 12 milioni di euro che però non sono stati finanziati. «Dopo diversi incontri la Regione ci ha consigliato di spacchettare il piano perché ogni anno l'ente può elargire in totale 20 milioni di euro per le frane in tutti i Comuni e quindi non può finanziare solo Lanciano», afferma Bomba. «Con i tecnici dei lavori pubblici, quelli esterni, gli studi fatti dal geologo Luigi Carabba e dal professor Nicola Sciarra dell'Università di Chieti si dovranno creare 3-4 lotti funzionali che ci permetteranno di avere fondi per le progettazioni ma soprattutto per gli interventi. Di sicuro il 1° lotto sarà quello dell’area della Pietrosa, del Corso, del Ponte Diocleziano dove dal 2018 si nota un lieve abbassamento del terreno studiato anche dall'università. È una zona rilevante, il cuore della città con edifici importanti come la cattedrale, il municipio e densamente abitata, quindi una priorità anche per la Regione. Si studiano anche soluzioni, come un sistema di pozzi drenanti delle acque di filtrazione, consolidamenti e altro. Dei fondi però arriveranno», assicura Bomba, «per la messa in sicurezza della strada Lanciano-Orsogna. Abbiamo chiuso la pratica con La Regione. A differenza di quanto afferma il consigliere Giacinto Verna il progetto non era già pronto e chiuso in un cassetto, lo abbiamo dovuto rivedere, integrare. Lavoriamo in silenzio, lo stile delle polemiche di Verna non mi appartiene, soprattutto sul tema delicato del dissesto».
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