Fratellini annegati a Ferragosto: i genitori condannati a due anni

5 Aprile 2024

Sono stati riconosciuti colpevoli del reato di omicidio colposo, l’accusa: «Non hanno controllato i figli» Assolte con formula piena le dipendenti comunali, accolta la tesi difensiva: «Nessuna responsabilità»

ORTONA. I genitori condannati a due anni di reclusione ciascuno (pena sospesa) e le dipendenti del Comune di Ortona assolte «perché il fatto non sussiste». Si è chiuso così il processo sulla morte dei due fratellini cinesi di 14 e 11 anni, Zhen e Jiaheng Xu, per tutti Alessandro e Federico, annegati il giorno di Ferragosto del 2019 nel mare davanti alla località Postilli di Ortona. È arrivata ieri pomeriggio la sentenza del giudice monocratico del tribunale di Chieti, Enrico Colagreco. Per tutti gli imputati, accusati di omicidio colposo, il pm d’aula Natascia Troiano aveva chiesto cinque anni.
LA TRAGEDIA
Quella avvenuta nella zona della stazione di Tollo è stata una tragedia che ha colpito tutto l’Abruzzo. In particolare, la città di Montesilvano, dove la famiglia cinese vive da anni e gestisce un negozio in corso Umberto. Il 15 agosto 2019 i coniugi Xu e i loro tre figli – il più piccolo è Lorenzo, all’epoca 4 anni – erano in spiaggia per trascorrere in un modo diverso il giorno di festa. Prima di pranzo, Alessandro e Federico sono entrati in acqua. Dopo un po’, hanno cominciato a chiedere aiuto perché il mare mosso li stava portando al largo. Il papà ha provato subito a soccorrerli e si è buttato in acqua per raggiungerli. Anche lui, però, è finito in balìa della corrente. I bagnini degli stabilimenti vicini sono intervenuti non appena è scattato l’allarme. Il genitore è stato salvato e portato a riva, ma per i fratellini non c’è stato niente da fare.
LE ACCUSE
Secondo il pubblico ministero, i genitori, Fengwu Xu e Cunli Zhu, «titolari di una posizione di garanzia e controllo nei confronti dei due minori, nonostante le condizioni avverse del mare (mare mosso, vento teso e forte risacca nella zona delle scogliere)», non hanno impedito ai figli di tuffarsi. Non solo: avrebbero omesso di «esercitare un vigile controllo circa il loro posizionamento in acqua». Le dipendenti comunali Milena Coccia e Donatella Memmo – rispettivamente dirigente del terzo settore e responsabile unico del procedimento relativo all’affidamento del «servizio di fornitura, posa in opera e manutenzione della cartellonista balenare per l’anno 2019» – erano accusate di aver violato l’ordinanza della capitaneria di porto inerente proprio alla cartellonistica, che, secondo l’accusa, non sarebbe stata posizionata in modo corretto e non era ben visibile. Ma il giudice ha assolte entrambe con formula piena.
Le REAZIONI
«È una vicenda molto delicata che mi impone di fare un riferimento anche a due angioletti che non ci sono più», ha detto l’avvocato Fabio Palermo che, con il collega Italo Colaneri, difende Memmo. «Si è trattato di una disgrazia, le regole tuttavia sono state osservate e la difesa tecnica ci ha consentito comunque di ottenere un risultato anche grazie a un sostanziale equilibrio del giudicante che ha accolto le nostre argomentazioni». «Sicuramente», ha aggiunto Colaneri, «è stato un processo articolato che ha avuto un’istruttoria molto ampia e che ha partorito la prova della insussistenza delle contestazioni ascritte alla nostra assistita e, quindi, l’impossibilità di poter riversare ogni qualsivoglia responsabilità. Non è un momento tuttavia di clamore, non è un momento per esultare per questa vittoria, perché rimane l’amarezza e la tristezza per due bambini che sono morti».