Frati cappuccini via dal convento: ora comincia la battaglia legale

L’ex sindaco scrive una lettera aperta all’amministrazione per sollecitare il ritorno dei francescani Spunta un vecchio atto notarile per la cessione di edificio e chiesa: «Appartengono al Comune»
GUARDIAGRELE . L’ex primo cittadino Piervincenzo De Lucia invia una lettera aperta al sindaco Donatello Di Prinzio e all’intero consiglio comunale, per parlare della tormentata vicenda relativa all’antico convento dei Cappuccini. Alla fine dello scorso mese di agosto, nella struttura sono arrivati i padri camilliani e la partiti i frati cappuccini, dopo 422 anni di presenza. L’ex primo cittadino, nella missiva, dopo aver ripercorso tutte le tappe legate all’esodo dei francescani, a partire dalla comunicazione dell’abbandono del convento data dal parroco padre Luca Di Panfilo al consiglio pastorale il 22 febbraio 2021, fino ad arrivare ai diversi incontri con le autorità ecclesiastiche, alle riunioni degli ex sindaci e alle iniziative intraprese dal consiglio comunale per scongiurare la partenza dei frati, torna ad evidenziare l’aspetto giuridico della vicenda. Lo fa ricordando la stipula di un atto notarile del 14 marzo 1868, con il quale l’amministrazione del Fondo per il Culto cedette al Comune di Guardiagrele l’ex convento e l’annessa chiesa.
«Dopo lunghe interlocuzioni con le autorità ecclesiastiche», ricorda De Lucia, «il sindaco Donatello Di Prinzio, affronta per la prima volta il problema giuridico con una lettera il 30 giugno 2021, chiedendo ai Cappuccini i necessari adempimenti per la sua soluzione. Questi ultimi però», precisa l’ex sindaco, «a distanza di poche ore, mediante avvocato, con una risposta gentile nella forma e suggestiva nei riferimenti, mettono in dubbio che la chiesa e il convento, siano di proprietà del Comune e sono elusivi sugli adempimenti richiesti».
De Lucia ricorda che si è poi preoccupato di fare chiarezza sulla vicenda anche con un accertamento sulla situazione catastale dell’immobile chiesa-convento e, molto tempo dopo, scoprì che il segretario comunale il 14 ottobre scorso, scrisse una lettera ai Cappuccini. Dopo averla analizzata ne ha proposto al Comune l’immediata revoca, sia per non danneggiare l’ente nel deprecabile caso di contenzioso, sia per rispettare le norme del Testo Unico degli Enti Locali 2000, con particolare riferimento all'articolo 42. «D’altronde», sottolinea De Lucia, «ritengo legittimo e democraticamente essenziale che su un immobile di quella importanza religiosa, urbanistica, culturale, artistica ed economica, decisioni straordinarie, anzi storiche per Guardiagrele, non possono essere che di competenza del consiglio comunale».
De Lucia infine, lamentando mancate risposte del Comune a diverse sue sollecitazioni, ricorda la necessità di intraprendere azioni al fine di ripristinare al più presto la presenza dei Cappuccini a Guardiagrele e a tutelare un patrimonio del Comune, non disponibile per scopi diversi da quelli tassativamente richiamati nell’atto di donazione del 14 marzo 1868. «Sono convinto», conclude, «che quando si tratta di una buona causa, l’insistenza sia perseveranza e non testardaggine, per cui faccio un ulteriore tentativo invitando tutti gli attuali rappresentanti del popolo ad occuparsi del problema».
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