Frattura del femore, operata a 108 anni

7 Gennaio 2018

L’ultracentenaria non poteva più camminare. Il chirurgo Marvi: «Siamo stati molto prudenti, ma l’età non è un limite»

LANCIANO. Operata al femore a 108 anni. È un intervento da guinness quello eseguito all’ospedale Renzetti. L’equipe del reparto di ortopedia, guidato dal direttore facente funzioni Enrico Marvi, il 30 dicembre ha operato Maria Vincenza Ricchiuti, la nonnina di Lama dei Peligni che il 14 dicembre scorso ha spento 108 candeline. L’anziana, scivolando, si è fratturata il femore, ma la sua caparbietà, la sensibilità dei tre figli e dei familiari, che hanno capito l’importanza e la necessità dell’operazione nonostante i rischi legati all’età, le hanno permesso oggi di provare a camminare di nuovo. Dopo qualche giorno di degenza la nonnina è adesso nel reparto di riabilitazione di Atessa. «Ha acciacchi dovuti all’età e a vecchi problemi», dice il figlio Nicola Di Florio, «ma l’operazione al femore di per sé è andata bene. Abbiamo avuto paura, ma è qua, combattiva come sempre». E non potrebbe essere diversamente visto quante ne ha superate in più di un secolo di vita. «Due guerre mondiali, la casa distrutta dalle bombe, la miseria e la fame, la morte di mio padre», elenca il figlio, «sono grandi dolori che l’hanno fortificata». Non ha mai avuto grossi problemi di salute, fino alla frattura del femore da ultracentenaria e la necessità dell’intervento chirurgico. Tra paura, tentennamenti e speranza, i familiari hanno detto sì ai medici e la nonnina, il 30 dicembre, è finita sotto i ferri. «Siamo stati molto prudenti», spiega Marvi, «l’equipe è preparata, di fratture di femore ne facciamo oltre 350 l’anno, Ma la paziente era particolare: non capita tutti i giorni di operare una persona di 108 anni. Stando abbastanza bene, la signora è stata sottoposta ad anestesia spinale, poi in mezz’ora è stato sistemato il chiodo endomidollare per la frattura e l’intervento è finito. Nessun problema a livello ortopedico, solo qualche acciacco respiratorio dovuto all’età». Così, dopo alcuni giorni di ricovero al Renzetti, la nonnina è ora ad Atessa per la riabilitazione. Un esempio per tanti altri anziani. «L’età non è un limite per affrontare interventi come questo», rimarca Marvi, «l’aver operato una donna di 108 anni dimostra l’attenzione che abbiamo verso i “grandi anziani”. Non li abbandoniamo come spesso si vuole far credere e non devono abbandonarli i familiari. Ci vuole più prudenza e pazienza, il recupero è più lento, ma si deve andare avanti. Anche perché l’età avanza e le rotture del femore sono frequentissime». A queste si sommano operazioni con protesi ad anca, ginocchio, spalla, per un totale di circa 1.000 interventi annui. Senza dimenticare le visite ambulatoriali, che sono 1.200 al mese.
©RIPRODUZIONE RISERVATA