Frodi con finti braccianti: arresti a Vasto

15 Marzo 2024

Operazione nel Foggiano contro immigrazione clandestina e truffe. Nel Chietino in manette alcuni intermediari negli affari

VASTO. Immigrazione clandestina e frodi. La guardia di finanza scopre l'asse Cerignola-Vasto. Visti di ingresso garantiti in Italia per motivi di lavoro per extracomunitari a fronte del pagamento di somme di denaro. Ci sono anche diversi vastesi fra i presunti procacciatori italiani e stranieri che collaboravano con D.A.,imprenditore agricolo di Cerignola. Nove gli indagati: A.A., Y.C., D.C. G.D., E.M., E.L., G.R. e N.A. residenti fra Vasto, Rescandina (Milano) , Montemilone (Potenza) e la Francia. Fra loro c'è anche un pubblico ufficiale - gli investigatori non specificano chi e dove risiede - che in due occasioni avrebbe utilizzato la vettura di servizio per consegnare le somme raccolte al gestore della frode. Nei confronti dei nove sono stati emessi provvedimenti di custodia cautelare in carcere. In totale sono venti le misure cautelari eseguite da militari della guardia di finanza di Cerignola e i colleghi del nucleo di polizia economico finanziaria di Foggia per una presunta truffa da cinque milioni di euro legato alla finta assunzione di centinaia di falsi braccianti agricoli e al loro ingresso in Italia per motivi lavorativi.
Le fiamme gialle hanno indagato a lungo anche nel Vastese. In città c'è grande curiosità per gli sviluppi che la vicenda potrebbe avere. Gli investigatori hanno individuato un sodalizio, a dire delle fiamme gialle criminale, con struttura piramidale avente base a Cerignola che per anni avrebbe frodato lo Stato. Attraverso società agricole fantasma sarebbero entrati in Italia cittadini extracomunitari - che versavano 3.000 euro ciascuno - a fronte di assunzioni fasulle, sempre messo in atto da società fantasma che avrebbero chiesto l'assunzione di 337 lavoratori extracomunitari beneficiando del cosiddetto “Decreto flussi”. Di qui la contestazione del reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Gli indagati raggiunti da provvedimenti cautelari sono imprenditori, professionisti e funzionari pubblici (uno in servizio all'Inps, e un altro ex funzionario prefettizio), accusati a vario titolo di associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, favoreggiamento all'immigrazione clandestina, peculato, riciclaggio, falso in atto pubblico, contraffazione di sigilli e traffico di influenze illecite. A coordinare le indagini è la Procura di Foggia
Il primo a finire in carcere è stato D.A., imprenditore agricolo che, grazie alla collaborazione di un consulente fiscale e del lavoro, posto ai arresti domiciliari, avrebbe creato imprese agricole fantasma e perfezionato le assunzioni dei braccianti con la complicità - secondo l'accusa - del responsabile di un Caf di Cerignola e di un altro indagato, finiti rispettivamente ai domiciliari e in carcere. Il Caf si avvaleva, in caso di problemi, della complicità di un funzionario dell'Inps, posto ai domiciliari. Dalle indagini è emerso anche il coinvolgimento di un funzionario prefettizio in pensione il quale, dietro pagamento di somme di denaro, avrebbe messo a disposizione la rete di conoscenze che aveva per ottenere informazioni sulle pratiche migratorie e superare eventuali problematiche relative al rilascio dei nulla osta. La guardia di finanza ha specificato che la vicenda è ancora nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino all’eventuale pronuncia di una sentenza di condanna definitiva. Loro al momento rigettano ogni addebito. Non sono esclusi nuovi clamorosi colpi di scena.
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