Funerali di domenica, la giunta valuta i costi

Allo studio l’ipotesi di ripristino del servizio. L’assessore Caporale: «Vediamo per gli straordinari»
LANCIANO. Permettere alle famiglie di poter celebrare il funerale di un proprio congiunto la domenica. È la richiesta di molti cittadini di cui si fa portavoce in giunta l’assessore all’ambiente Davide Caporale.
«Sono tante le richieste che ho ricevuto in questi mesi per poter tornare a celebrare i funerali anche la domenica e non dover attendere il lunedì», dice Caporale, «e ho deciso di portare il problema all’attenzione della mia maggioranza e della giunta. Oggi morire il venerdì notte o il sabato significa celebrare il funerale il lunedì con disagi enormi a livello affettivo e logistico per le famiglie. Dobbiamo vedere qual è l’impegno di spesa che richiede questa eventualità perché significa comunque dover pagare gli straordinari ai dipendenti comunali che devono anche essere reperibili».
Dal 2013 in città la domenica non si celebrano funerali, a meno che una persona passi a miglior vita entro le 22 del venerdì. E sono questioni burocratiche e di personale dell’ufficio civile a determinare questa situazione. Il familiare di una persona cara che muore, oltre alle lacrime e al dolore deve infatti anche presentare la denuncia di morte all'ufficiale di stato civile che poi rilascia l'autorizzazione alla sepoltura. E sono proprio gli orari in cui vengono ora rilasciati questi certificati a far slittare al lunedì le esequie. Secondo una normativa nazionale a cui Lanciano si è adeguata, il sabato si lavora dalle 8,30 alle 12,30 e non c’è più la reperibilità, quindi bisogna presentare il certificato entro questo termine. Ma, per effettuare la denuncia di morte occorre presentare all'ufficiale di stato civile la constatazione di morte redatta dal medico necroscopo che effettua la visita non prima di 15 ore dal decesso. Inoltre l'ufficiale dello stato civile non può rilasciare autorizzazione alla sepoltura di un cadavere se non sono trascorse 24 ore dalla morte. Ecco perché se si muore di sabato mattina la salma si tiene in casa, o in obitorio, fino al lunedì.
Ma per le famiglie che devono tenere in casa una bara per due giorni non è facile, si rende ancora più difficile e doloroso il momento del distacco e ci sono anche problemi igienici quando fa caldo. In questi anni, in cui è purtroppo salito il numero dei decessi, si è a oltre 400 l’anno, aumentano anche le richieste per poter celebrare i funerali di domenica, se necessario. Si tornerà indietro? Viste le scarse risorse necessarie per pagare gli straordinari e il personale carente, pare difficile.
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