Fuori casa da mesi per la frana Dieci famiglie stanche di attendere

Santa Lucia, uno dei proprietari degli appartamenti inagibili racconta al Centro i tanti disagi C’è un progetto per palificare la palazzina sgomberata che si trova a pochi metri dal baratro
ORTONA. Due mesi dopo il provvedimento con cui si decretava la temporanea inagibilità del condominio Borgo La Valle, i residenti devono ancora fare i conti con i disagi. La palazzina di contrada Santa Lucia, dove risiedono dieci famiglie, lo scorso gennaio era stata sgomberata a seguito dell'ordinanza firmata dall'allora sindaco Vincenzo D'Ottavio in cui si parlava di momentanea inagibilità «in dipendenza del dissesto idrogeologico in atto sulle aree poste immediatamente a valle del suddetto complesso residenziale».
Sessanta giorni dopo, Francesco Sulpizio, proprietario di uno degli appartamenti del residence in questione, continua a far fronte alle difficoltà. Sulpizio, che tra l'altro fa parte del Club Alpino Italiano sezione di Ortona, non ha un suo tetto di casa. Un disagio enorme, una scalata impervia verso il ritorno alla normalità. Ma la vetta sembra essere lontana: «La questione purtroppo va a rilento», ci racconta l'uomo, «noi viviamo alla giornata, con la speranza che qualcosa cambi, che ci diano qualche buona notizia. Ma io e la mia famiglia facciamo i conti con grandi disagi, stiamo fuori da quello che era il nostro sistema di vita quotidiana».
Sulpizio, dopo l'ordinanza di sgombero, ha potuto usufruire di un bed & breakfast messo a disposizione per qualche settimana dall'amministrazione comunale, ma da un mese ha dovuto trovare un'altra sistemazione. «Nel condominio Borgo La Valle ci sono tre appartamenti della mia famiglia, uno mio e due per le mie figlie. Tutti e tre chiusi», ricorda l'ortonese, «adesso io mi trovo da un mio consuocero insieme ad una delle mie figlie, mentre l'altra ha dovuto prendere in affitto una casa con tutti gli ulteriori disagi, anche economici, che ne conseguono». Nel frattempo è stato presentato un progetto attraverso il quale palificare la struttura in pericolo, che dista pochissimi metri dalla frana. Se il dissesto dovesse continuare ad avanzare l'edificio di contrada Santa Lucia rischierebbe davvero di veder mancare la terra alla sua base. «Attualmente il mio appartamento non vale nulla, anche se volessi venderlo chi lo comprerebbe?» si chiede Sulpizio. «Ma è tutta la contrada che così perde valore, non è solo un discorso che riguarda il nostro condominio. Santa Lucia conta mille abitanti, e chi potrebbe decidere di venirci a vivere sapendo che c'è una frana di questo genere?» L'uomo si aggrappa alla speranza, quella di poter rientrare il più presto possibile in casa sua. L'unica nota lieta sembrerebbe arrivare dalle istituzioni. «Considerando che si tratta di una palazzina privata, il Comune ci sta vicino», ammette Sulpizio. Ma i problemi permangono e queste famiglie sono ancora senza la propria abitazione.

