Furbetti della tassa di soggiorno, sono 63 le attività non in regola

Accertamenti della polizia locale su hotel e affittacamere per il versamento dell’imposta al Comune Controllate 140 strutture incrociando i dati con le presenze di turisti comunicate alla questura
VASTO. Per la tassa di soggiorno non pagata arriva una pioggia di sanzioni sugli operatori turistici della città. Tre residence sono stati denunciati e sono ben 63 le strutture che, a detta del comandante della polizia locale Giuseppe Del Moro, non risultano aver effettuato pagamenti o non li hanno contabilizzati correttamente. Il risultato è frutto dei controlli fatti dagli agenti nell’ambito di una attenta attività per la lotta all’evasione nel settore turistico-ricettivo.
I vigili hanno verificato il possesso dei titoli autorizzativi, il pagamento dell’imposta di soggiorno, individuando e segnalando eventuali incongruenze nell’accatastamento degli immobili per una corretta determinazione degli importi Tari. «L’importante operazione», spiega il comandante Del Moro, «ha portato a una denuncia alla guardia di finanza per tre residence. Oltre 60 le strutture non in regola. Le irregolarità sono state individuate incrociando i dati forniti dagli uffici comunali con i risultati emersi dalle indagini effettuate sui portali web. Un passaggio importante per verificare l’esistenza di strutture non censite o elusive».
Complessivamente i controlli hanno interessato 74 B&B, 24 affittacamere e 5 residence. Per l’imposta di soggiorno sono stati controllati 25 hotel, 4 agriturismi, 74 B&B, 11 residence e 24 affittacamere. «Alla luce di quanto emerso dal monitoraggio», fanno sapere il sindaco Francesco Menna e l’assessore alla polizia locale Carlo Della Penna, «alle strutture non in regola è stato imposto di regolarizzarsi e adempiere al pagamento dell’imposta prima possibile. Le strutture che avevano omesso il pagamento hanno chiesto di poter procedere alla regolarizzazione ed evitare denunce agli organi competenti. Ringraziamo», concludono Menna e Della Penna, «il comandante Del Moro e gli agenti per il lavoro certosino svolto in maniera attenta e scrupolosa. Il prossimo passaggio sarà procedere all’incrocio dei dati della questura con quelli trasmessi dalle strutture ricettive. In caso di dati non dichiarati, sarà fatta una segnalazione alla guardia di finanza».
L’imposta di soggiorno è una tassa che è stata introdotta nel 2011 e che viene posta a carico dei turisti che alloggiano nelle strutture ricettive dei Comuni italiani. Le strutture devono versare la tassa in base al numero di turisti che hanno ospitato. L’indagine scatta se il dato di presenze annotato dalla questura non corrisponde agli incassi del Comune. Ed è esattamente quello che è successo a Vasto. Allo stato attuale non è possibile quantificare la somma non entrata nelle casse comunali. L’auspicio è che chi non è stato trovato in regola regolarizzi al più presto la propria posizione.
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