Furti nelle auto, in otto dal giudice

16 Febbraio 2020

La banda era riuscita a prelevare soldi da 53 carte di credito

VASTO. Comincia martedì davanti al collegio dei giudici del tribunale di Vasto il processo ai presunti componenti della banda che in un anno era riuscita a prelevare denaro da 53 carte di credito rubate in altrettante vetture parcheggiate sulla costa Adriatica. Otto gli imputati, sei dei quali finiti a luglio 2019 in carcere. Le contestazioni non sono uguali per tutti i 6 arrestati. T.I.L., 31 anni, di origine romena, titolare di un locale, è finita in carcere per essere stata compiacente con le persone che strisciavano le carte rubate nel suo locale permettendo loro di incassare contanti. La donna, difesa dall’avvocato Pino Sciarretta e dal collega Alessandro Orlando, contesta l’accusa. «Nel locale della donna c’è una sala giochi», hanno spiegato i legali. «Tantissimi i clienti che strisciano carte ritirando importanti some di denaro. Lei non ha ai avuto sospetti perché chi ritirava con il bancomat conosceva il pin. Il suo non è stato affatto un atteggiamento compiacente», affermano i difensori.
A giudizio dei carabinieri il gruppo non sceglieva le vittime a caso. I componenti l’associazione osservavano le auto, selezionavano e studiavano vittime e luoghi e poi passavano ai fatti. La gang mirava soprattutto alle carte di credito. Gli accertamenti degli investigatori hanno permesso di stabilire all’interno del gruppo diversi ruoli: c’è chi è accusato di essere stato l’esecutore materiale dei furti, altri sono accusati di indebito utilizzo. Accuse che anche gli avvocati Giancarlo D’Angelo e Massimiliano Baccalà contestano, così come contestano l’associazione a delinquere. F.B., 47 anni, è considerato a capo dell’organizzazione piramidale che organizzava i furti. Pare tuttavia che non ci siano immagini che lo accusino. L’uomo è difeso dall’avvocato Raffaele Giacomucci così come la moglie, S.M., 46 anni. La donna è stata ripresa mentre prelevava denaro. (p.c.)
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