Furti nelle auto lungo la riviera: inflitte 5 condanne, 3 assoluzioni

Operazione “Street predator”: contestati anche l’indebito utilizzo di carte di credito e la ricettazione Pene per complessivi 30 anni di carcere. Caduta l’accusa principale di associazione per delinquere
VASTO. Pioggia di condanne per cinque degli otto imputati nel processo “Street predator”. Il collegio di giudici formato da Stefania Izzi, Elisa Ciabattoni e Silvia Lubrano ha assolto ieri pomeriggio tutti gli 8 imputati dall'accusa di associazione a delinquere, ma ha distribuito più di 30 anni di carcere a cinque imputati accusati a vario titolo di indebito utilizzo di carte di pagamento, furto aggravato e ricettazione. Venendo meno la contestazione dell'associazione a delinquere, sono stati assolti T.I.L., 35 anni, romeno; C.G., 58, e Z.G., 27. B.F., 51 anni, è stato invece condannato alla pena di cinque anni e 10 mesi di reclusione; stessa pena per S.M., 50 anni, e B.R. 52. B.V., 29 anni, è stato invece condannato a 6 anni di reclusione. Per Z.P., 55 anni, i giudici hanno emesso una condanna di 6 anni e 8 mesi. Gli avvocati che li hanno difesi: Isabella Mugoni, Raffaele Giacomucci, Giancarlo D'Angelo, Alessandro Cerella e Alessandro Orlando, aspettano le motivazioni della sentenza per decidere eventuale ricorso in appello.
La sentenza è arrivata dopo una lunga camera di consiglio. Soddisfatte le vittime dei furti, per lo più vacanzieri che parcheggiavano le auto lungo il litorale Adriatico tra le province di Chieti e Campobasso. L'ondata di furti risale alla primavera-estate del 2018. Le zone più colpite quelle di Punta Aderci e Mottagrossa. I carabinieri furono sommersi dalle denunce. Partirono le indagini. Appostamenti e controlli hanno permesso ai militari di individuare subito una coppia: B.F. e S.M. In seguito, monitorando costantemente gli spostamenti dei due, i militari sono riusciti a identificare gli altri componenti del gruppo. A luglio 2019 è scattata l'operazione "Street predators”. A eseguirla furono i Nor di Vasto insieme alle compagnie di Campobasso e Termoli. Al blitz prese parte anche l’equipaggio del quinto Elinucleo di Pescara e le unità cinofile. Sei persone furono arrestate e richiuse nella casa circondariale di Vasto e di Chieti (sezione femminile), mentre due furono sottoposte a obbligo di dimora. I capi d’accusa: associazione per delinquere (che ieri è caduta), indebito utilizzo carte di pagamento, furto aggravato e ricettazione.
La maggior parte dei furti avvennero nei parcheggi della spiaggia di Punta Penna, sull’ex tracciato ferroviario e sulla Statale 16, in località Mottagrossa e sui lungomari di Termoli, Montenero di Bisaccia, Vasto, Torino di Sangro, Fossacesia e Ortona. Tre degli indagati erano stati già arrestati nel luglio 2018 in flagranza di reato per un furto a Termoli. I furti erano perpetrati in particolare alle auto dei turisti. La tecnica era consolidata. Almeno 50 gli episodi contestati. Dopo avere infranto i vetri delle auto, la gang asportava le carte di credito lasciate in auto dai proprietari, spesso abbinate ai relativi codici "Pin". Immediatamente dopo ne seguiva l'illecito utilizzo per prelievi di contante presso gli Atm di banche o uffici postali, e indebite e sospette transazioni in determinati esercizi pubblici, particolarmente in un bar di Vasto Marina gestito da uno degli indagati.
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