Furto di birre al bar ma con avvertimento

11 Marzo 2018

Cupello. Ladro al Café Madame, sparito anche un trapano. Nafta a terra e biglietto “Ti potevo mette fuoco”

CUPELLO. Attrezzi da lavoro che spariscono dai cantieri, auto distrutte per recuperare pochi spiccioli. Anche Cupello, come San Salvo e Vasto, ha perso da tempo la tranquillità. Istituzioni e forze dell’ordine escludono che il comune sia finito nel mirino della criminalità organizzata. Più probabile che a togliere il sonno ai cupellesi da qualche tempo siano tossicodipendenti e sbandati locali.
A confermarlo è la dinamica del furto fatto in un bar in ristrutturazione, il Cafè Madame, in via Marruccina. Il furto risale a qualche giorno fa. Il ladro prima di andare via ha lasciato un messaggio intimidatorio accanto ad una pozza di nafta: “Sti calma. Ti potevo mette fuoco”.
«Un criminale non ruba un trapano avvitatore e 5 birre e non lascia messaggi in dialetto», dice il titolare del bar, Nicola Antenucci. I lavori di ristrutturazione del locale proseguono senza problemi. L’irruzione notturna non ha scoraggiato il titolare. Il commerciante è convinto che l’autore, deluso per non aver trovato alcuna refurtiva, si sia vendicato lasciando un biglietto di minacce accanto ad una tanica di nafta versata per terra. «La malavita organizzata non ruba birre e un attrezzo da lavoro», dice Antenucci. «Non solo: il ladro era sicuramente maldestro. Ha rischiato di morire fulminato: ha gettato un tanica di acqua sul quadro elettrico. Per fortuna che avevo staccato la corrente. Altrimenti lui sarebbe morto. Un criminale queste cose le sa», riflette Antenucci.
La stessa notte che hanno preso di mira il Cafè Madame è stata anche distrutta un’auto parcheggiata vicino alla chiesa. «Non so se qualche telecamera accesa in paese abbia registrato la fuga del ladro», dice il giovane barista. «Visto che questo bar aveva subito un furto già con la precedente gestione, sarà mia premura fare installare prima possibile la videosorveglianza».
Il sindaco di Cupello, Manuele Marcovecchio, da parte sua invita i cittadini a collaborare. «Telecamere a parte, chi ha visto o sentito qualcosa di sospetto parli», dice Marcovecchio. «Anche io sono sicuro che l’irruzione al Cafè Madame porti la firma della microcriminalità locale. È comunque un gesto grave e per questo per aiutare i carabinieri ad identificare l’autore i cittadini devono collaborare. Chi sa parli», ripete Manuele Marcovecchio. (p.c.)
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