Genitori uccisi, caso in Cassazione

27 Maggio 2016

Le Sezioni unite devono decidere se il delitto avvenne per raptus o crudeltà

VASTO. Omicidio Del Vecchio: il figlio Marco Del Vecchio uccise i genitori in un raptus o per crudeltà? Sul quesito si pronunceranno le Sezioni unite della Corte di Cassazione il 23 giugno. Il ricorso è stato proposto dal Procuratore di Vasto contro la sentenza del giudice delle udienze preliminari emessa il 27 maggio 2014. Una ordinanza depositata alcuni giorni fa, ha disposto di rimettere gli atti alle Sezioni unite per valutare se il duplice omicidio avvenne a causa di un delitto d’impeto o, al contrario, è ravvisabile l’aggravante della crudeltà. Se venisse riconosciuta la seconda ipotesi il processo andrebbe in Corte d’appello.

In primo grado Del Vecchio fu condannato a venti anni di reclusione per il duplice omicidio dei genitori, Emidio Del Vecchio, 72 anni, e Adele Tumini, 68 anni. Dopo aver letto le motivazioni della sentenza, l’avvocato difensore, Raffaele Giacomucci, decise di non presentare appello. Il pm del tribunale di Vasto, Enrica Medori, è ricorsa invece in Cassazione ritenendo troppo mite la condanna a 20 anni per due omicidi aggravati dalla minorata difesa del padre.

Emidio Del Vecchio e la moglie Adele Tumini furono uccisi la sera del 17 novembre 2012. I corpi furono trovati la mattina dopo dalla figlia. Le vittime, colpite con centinaia di coltellate, erano avvolte in due grandi coperte e nascoste sotto il letto del figlio Marco. Quest’ultimo fu arrestato dopo poche ore in stato confusionale. In primo grado il giudice Anna Rosa Capuozzo ha ritenuto l’imputato punibile con una pena di 30 anni di reclusione: 23 anni per l’uccisione del padre infermo, più in continuazione 6 anni e mezzo per l’uccisione della madre e altri 6 mesi per le lesioni procurate ai carabinieri al momento dell’arresto. Tenuto conto delle attenuanti e della riduzione di un terzo della pena prevista dal rito abbreviato, gli anni di carcere sono diventati 20. Il pm Enrica Medori chiede la condanna all’ergastolo con i primi tre anni da scontare in isolamento. (p.c.)

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