Geometri contro la Regione Ferme 500 pratiche edilizie

3 Marzo 2016

Sono bloccate al Genio civile dopo la legge-pasticcio che passa le competenze ad Abruzzo Engineering. Da Chieti parte la protesta che ha valenza regionale

CHIETI. Cinquecento pratiche edilizie che riguardano, in particolare, l'adeguamento sismico di immobili pubblici e privati, ferme da giorni sul tavolo dell'Ufficio provinciale del Genio civile. Parte da Chieti la protesta nei confronti della Regione. «Quanto sta accadendo- tuona Rocco Antonio Santone, presidente del collegio dei geometri e dei geometri laureati della provincia di Chieti- è vergognoso. Chiediamo al presidente Luciano D'Alfonso di colmare, subito, questo grave vuoto normativo».

Una necessità impellente anche per non ingessare, ulteriormente, il comparto edile del territorio locale e regionale. «Si parla sempre dell'esigenza di rivitalizzare il settore dell'edilizia che, negli ultimi anni, sta facendo registrare solo numeri negativi. Ma la verità è che, ad oggi, la filiera dell'edilizia è bloccata sul nascere». Una conseguenza diretta della mancata applicazione della legge regionale numero 28 approvata nel 2011 anche se, di fatto, mai concretizzata.

«La normativa regolamenta la presentazione delle pratiche edilizie da attuare in zone sismiche. Dal momento che la regione Abruzzo è tutta area sismica siamo di fronte- afferma Santone- a regole che valgono per tutte le province abruzzesi». La legge numero 28, nel dettaglio, prevedeva il passaggio delle competenze di una vasta gamma di pratiche edili come le nuove costruzioni, gli ampliamenti strutturali degli immobili, le sopraelevazioni e le ristrutturazioni, dagli Uffici provinciali del Genio civile a sportelli regionali, da aprire nelle quattro province abruzzesi, coordinati da funzionari pescati dalla Regione all'interno di Abruzzo Engineering. Eppure, ad oggi, non si hanno notizie di questi sportelli e né, tantomeno, della legge numero 28 del 2011 nel frattempo modificata nell'agosto 2015. «L'entrata in vigore della legge che è rimasta, per cinque anni, lettera morta, era stata fissata a decorrere dal 16 febbraio 2016, ovvero all'indomani dell’ultima proroga della vecchia legge che regolamentava la materia- precisa Santone- e datata addirittura 1997».

Peccato che, finora, i nuovi sportelli regionali non si sono visti. «In compenso sono state ritirate le deleghe agli Uffici provinciali del Genio civile che fino a due settimane fa si occupavano di istruttorie che, è bene rimarcare, abbracciano il 70% del settore edile del territorio abruzzese. Per questo ho avuto un confronto diretto con il presidente D'Alfonso- riprende Santone- al quale ho chiesto di colmare un vuoto normativo che sta paralizzando gli uffici e l'edilizia».

Basti pensare che solo sui tavoli dell'Ufficio provinciale del Genio civile di Chieti giacciono oltre cinquecento pratiche edili. «Un qualcosa di grave dal momento che parliamo di interventi finalizzati, per lo più, a rendere sicuri, dal punto di vista sismico, case e strutture sensibili in una regione altamente sismica. I vertici regionali- ammonisce Santone- facciano in fretta a prendere provvedimenti che permettano all’edilizia di ripartireA».

A quanto pare la mancata attuazione della legge numero 28 è stata prorogata fino a metà marzo ma non si hanno comunicazioni ufficiali in merito tanto che le pratiche edilizie sono ferme. «Serve una proroga lunga o un'attuazione immediata dalla legge considerando che l'Ufficio provinciale del Genio civile avrà bisogno- conclude Santone- di almeno sei mesi per smaltire tutto il lavoro arretrato».