Giampiero De Cecco, l’addio tra le biciclette: «Un uomo che ha lasciato il segno»

foto di Giampiero Lattanzio
I ciclisti di “Nuvola Gialla” sollevano le ruote per accogliere il feretro nella chiesa di San Rocco. Il dolore dei figli: «Sei stato un punto di riferimento». Le autorità: «Umile e generoso»
SAN GIOVANNI TEATINO. Mentre i rintocchi delle campane risuonano fuori dalla chiesa Nuova di San Rocco a Sambuceto, in migliaia si stringono nel dolore. All’arrivo del feretro, venti ciclisti si posizionano davanti all’ingresso (dieci per lato) alzando le bici da corsa e facendo girare le ruote anteriori. Sono gli amici dell’associazione sportiva dilettantistica di cicloturismo “Nuvola Gialla”, fondata nel 1992 da Giampiero De Cecco, il noto imprenditore alla guida – insieme al fratello Paolo – della “Mario De Cecco”, azienda leader nell’abbigliamento professionale.
Con questo omaggio ieri mattina la comunità, i dipendenti e i familiari hanno detto addio al presidente scomparso martedì scorso a un soffio dal suo 65° compleanno. Fatale la caduta in bici di domenica scorsa a Sambuceto: l’imprenditore era partito alla volta di Pescara per assistere al Trofeo Matteotti, la storica corsa ciclistica sostenuta come sponsor anche dalla sua azienda. Così il feretro ha attraversato questo toccante corridoio di due ruote sollevate verso il cielo, seguito a passo lento dai figli Matteo e Alessio, dalla moglie e compagna di vita Maria Pia Santarelli, dalla mamma Iolanda, dal fratello Paolo e dalle nipoti.
La messa è stata celebrata da Monsignor Massimo D’Angelo che, prima di iniziare, ha voluto ricordare De Cecco, noto per aver fondato l’azienda insieme ai suoi genitori: era il 1962 quando la famiglia realizza una piccola bottega artigianale che, nel corso dei decenni, si è trasformata in una realtà di livello internazionale e in uno dei principali punti di riferimento europei per la produzione di abiti da lavoro. «Siamo riuniti in questa chiesa con il cuore fermo e ancora incapace di accettare una morte così improvvisa», ha detto il parroco.
«Ricordiamo un uomo che ha lasciato un segno nella vita di molte persone: Giampiero non era solo un imprenditore, perché dietro la sua figura c’era soprattutto un uomo generoso. Chi lo ha conosciuto sa che in molti hanno ricevuto da lui qualcosa: amicizia, aiuto o un gesto concreto. La bicicletta diventa così un simbolo e un’immagine della sua vita, perché rappresenta la forza di andare avanti affrontando salite e discese». Nel mezzo di una tragedia così dolorosa la famiglia ha scelto di donare gli organi: fegato, cuore, reni e cornee hanno già raggiunto gli ospedali di Roma, Bari e L’Aquila.
«Alla fine sei andato via a bordo della tua amata bicicletta», hanno detto commossi i figli Matteo e Alessio accompagnati dall’applauso dei presenti. «In questi giorni abbiamo scambiato parole con tantissime persone: collaboratori, amici. Dicevi sempre che prima di andartene avresti voluto lasciare un segno. E ci sei riuscito, perché sei stato un punto di riferimento per tutti. Grazie papà, ti vogliamo bene». Mentre i dipendenti hanno raccontato aneddoti di un uomo «sempre presente e disponibile, un capo serio e umile. Era sempre il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene, mai stanco del lavoro che svolgeva ci è sempre stato vicino e porteremo avanti i suoi progetti».
Anche le autorità hanno voluto esprimere cordoglio alla famiglia presentandosi al funerale. «Giampiero era l’eccellenza, un uomo umile, tenace e mai estraneo alle sfide», hanno aggiunto nei loro interventi i deputati Luciano D’Alfonso (Pd) e Nazario Pagano (Fi). In prima fila con loro il presidente della Regione, Marco Marsilio, il direttore della Protezione civile regionale, Maurizio Scelli, l’assessore comunale allo Sport Patrizia Martelli e il sindaco di Pescara Carlo Masci, nonché il primo cittadino di San Giovanni Teatino Giorgio Di Clemente. «È stata una persona speciale, ha lasciato un segno in questo territorio e in tutti quelli che lo hanno conosciuto», questo il pensiero di Masci. Poi l’ultimo saluto fuori dalla chiesa accompagnato da una scia di palloncini gialli lasciati volare in cielo.
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