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19 settembre

19 Settembre 2026

Oggi, ma nel 1968, ad Asiago, in provincia di Vicenza, il cantautore italo-belga Salvatore Adamo, di 25 anni, col brano “Affida una lacrima al vento”, da 132.734 preferenze, s’aggiudicava la quinta edizione del Festivalbar, avendo la meglio sul gruppo dei Camaleonti, col pezzo “Io per lei”, che raccoglieva 116.311 consensi e guadagnava la seconda piazza, e di Antonio Ciacci, in arte “Little Tony”, con la traccia “Prega prega”, meritevole di 104.591“si”, che saliva sul gradino più basso del podio della kermesse canora ideata e condotta da Vittorio Salvetti. A coadiuvare il patron della gara inaugurata il 25 agosto 1964 c’era l’annunciatrice dell’emittente di Stato Rosanna Vaudetti.

La finale ’68 del cimento tra ugole d’oro era infatti trasmessa sul Programma nazionale della Rai. Adamo (nella foto, particolare, a Rotterdam, il 20 maggio 1964, intento a firmare autografi in un negozio di dischi, nello scatto di Eric Koch per l’agenzia Algemeen Nederlandsch Fotobureau, custodito nell’Archivio nazionale olandese), oltre che trionfatore con carriera in ascesa, era anche il simbolo del riscatto dell’emigrazione mineraria del Mezzogiorno italiano. Infatti lo chansonnier d’origine siciliana era cresciuto anche a Charleroi, simbolo della disgrazia dei “musi neri” di Marcinelle dell’8 agosto 1956. Il padre Antonio era emigrato da Comiso, in quel di Ragusa, a Jemappes di Mons, in Vallonia, nel 1947, proprio per faticare scavando nel sottosuolo. Pur non restandone vittima.

Il babbo, infatti, morirà dieci anni dopo, il 7 agosto 1966, annegando in mare a Punta Braccetto dove gestiva il locale “La notte”, e non a Bois du Cazier. Solo dal 1964, l’anno successivo al debutto -avvenuto anche pel tramite del concorso riservato ai nuovi talenti lanciato da Radio Lussemburgo- intonando, in francese, “Sans toi, ma mie”, ossia “Senza di te amore mio”, l'incantatore di platee, non solo nel Belpaese, con classici della leggera come “Lei”, del 1965, e “Cade la neve”, del 1964, s’era trasferito a Parigi. Il 19 settembre di quel ‘68 per primeggiare Adamo surclassava grandi calibri del panorama musicale tricolore come: la band Dik Dik, con “Il vento”; Sergio Leonardi, con “Non ti scordar di me”; Caterina Caselli, con “L’orologio”; Rita Pavone, con “Il mondo nelle mani”; Lucio Battisti, con “Prigioniero nel mondo”; Sergio Endrigo, con “Marianne”; “Al Bano” Carrisi, con “Musica”. E dava filo da torcere pure a conclamate stelle internazionali come il britannico “Tom” Jones, con “Delilah”; l’Uk Petula Clark, con “Kiss me goodbye”; il sodalizio statunitense 1910 Fruitgum Company, col tormentone “Simon says”; la formazione americana Turtles, con “She’s my girl”.