Ginecologia, studio internazionale dell’ateneo

29 Maggio 2021

CHIETI. Nuovo importante studio internazionale coordinato dall’Università d’Annunzio. L’ateneo presieduto dal rettore Sergio Caputi è centro promotore del più grande studio internazionale sull’induzio...

CHIETI. Nuovo importante studio internazionale coordinato dall’Università d’Annunzio. L’ateneo presieduto dal rettore Sergio Caputi è centro promotore del più grande studio internazionale sull’induzione del travaglio di parto nelle gravidanze affette da iposviluppo fetale tardivo. L’iposviluppo fetale è una condizione caratterizzata dall’impossibilità da parte del feto di raggiungere il proprio potenziale di crescita a causa dell’insufficienza della placenta. Tale condizione risulta essere associata a un più alto rischio di morte in utero e ad anomala performance cardiovascolare e neurocognitiva in età pediatrica. Da qui l’importanza di una corretta gestione di queste gravidanze al fine di ridurne i rischi ad esso connessi. Al fine di condurre questo studio, Francesco D’Antonio, docente di Ginecologia e ostetricia, e Marco Liberati, direttore della Clinica ostetrico-ginecologica della d’Annunzio, hanno creato un gruppo di ricerca, il College (The induCtion of labOr in Late fetaL Growth rEstriction) Study Group, coinvolgendo i più importanti centri di medicina materno-fetale in Italia e Spagna.
«I risultati di questo studio», spiega Liberati, «suggeriscono che i feti affetti da iposviluppo tardivo sono a più alto rischio di scompenso ante-partum e che l’induzione del travaglio con metodiche non farmacologiche si associa a un più basso tasso di complicanze per la madre e il bambino e che quindi sono da preferire». «La Clinica ostetrico-ginecologica di Chieti e il suo centro di Gravidanze a rischio e Medicina prenatale che hanno coordinato questo studio», aggiunge D’Antonio, «sono già autori di numerose pubblicazioni sull’emodinamica cardiaca e cerebrale fetale nelle gravidanze complicate da queste patologie e attualmente risultano promotori di più di 40 progetti di ricerca sulla medicina prenatale e gravidanze a rischio che coinvolgono i più importanti centri di medicina prenatale al mondo». (a.i.)