Gioielliera trovata morta in casa: città in lutto per Roberta Naddeo

21 Agosto 2021

La commerciante di corso Marrucino stroncata da un malore dopo la richiesta d’aiuto fatta a un amico Il sindaco: «Chieti perde un punto di riferimento». I colleghi: «Aveva una dedizione totale al lavoro»

CHIETI. La morte è arrivata all’improvviso. Roberta Naddeo, 65 anni, una vita nel commercio dei gioielli, proprietaria dello storico negozio di corso Marrucino che porta il suo cognome, ha fatto in tempo a telefonare a un caro amico, un medico, per chiedergli del cortisone. Ma quando Giorgio De Toma ha bussato alla porta della casa al mare di Francavilla, al civico 162 di viale Nettuno, Roberta già non rispondeva più: a stroncarla è stato un malore, probabilmente un infarto. Chieti è in lutto per la tragedia di una donna che ha lasciato il segno con eleganza e garbo, conducendo una vita riservata e fuori dalla mondanità. Ora la ricordano i politici, a partire dal sindaco Diego Ferrara; le associazioni di categoria, con le quali si è sempre confrontata con spirito collaborativo; il mondo del volontariato, in primis il Soroptimist, di cui era una tenace sostenitrice. Ma a piangere Roberta è un’intera città, e stavolta non è una frase di circostanza. Alzi la mano chi, almeno una volta, non è entrato nella sua gioielleria. Generazioni e generazioni di teatini, e non solo, hanno varcato quel portone per comprare l’anello di fidanzamento, per rendere indimenticabile un traguardo della propria vita, per acquistare regali in vista di battesimi, cresime, matrimoni. L’ultimo saluto ci sarà oggi, alle 16, nella chiesa di Sant’Antonio Abate.
LA TRAGEDIA Sono le 5.45 di ieri quando Roberta si sente male e telefona a De Toma, uno degli amici con i quali, la sera precedente, è stata a cena. Gli chiede del cortisone, senza specificare altro. Il tono è preoccupato, ma nulla può fare ipotizzare un dramma come quello che si consumerà di lì a breve. Nel giro di pochi minuti, l’amico medico raggiunge l’abitazione dove la gioielliera, che risiede in via Cesare de Lollis, si è trasferita per trascorrere l’estate. Che sia successo qualcosa di grave è quasi subito chiaro, perché la donna non risponde. Non c’è un minuto da perdere: l’amico rompe una finestra per soccorrerla. Sul posto si precipitano anche il 118 e i carabinieri di Francavilla. Ma è già troppo tardi.
IL LUTTO Un paio d’ore dopo, la notizia della morte di Naddeo piomba in città. In tanti si fermano davanti al negozio «chiuso per ferie fino al 21 agosto», si legge su un cartello giallo. Dopo mezzogiorno, sulla vetrina compaiono i manifesti funebri, senza foto, perché Roberta era molto riservata e così le sarebbe piaciuto, assicura chi la conosce bene, a partire dalle cugine Maria Alba e Paola Pieri, le parenti più prossime. «Chieti perde prematuramente un altro riferimento importante del settore commerciale», dicono il sindaco Ferrara, il vice Paolo De Cesare e l’assessore Manuel Pantalone, «una interlocutrice attenta e sempre disponibile a lavorare per la crescita della città, a capo di un’attività storica, di cui è stata una guida sapiente e lungimirante».
IL RICORDO Marisa Tiberio, presidente di Confcommercio, si commuove: «Era una nostra iscritta. La sua gioielleria, fondata nel 1928, ha fatto la storia del commercio a Chieti: a breve avrebbe ricevuto un riconoscimento». Era al passo con i tempi, Roberta. E qualche anno fa aveva deciso di lasciare la storica sede di via Toppi per trasferirsi in corso Marrucino. «Da più di trent’anni era in prima linea nel volontariato, per promuovere il potenziale delle donne e sostenere l’avanzamento della condizione femminile», racconta Serena Pompilio, presidente del Soroptimist di Chieti. «Roberta aveva una dedizione totale al lavoro». E adesso che è partita per l’ultimo viaggio sembra di vederla ancora, con la solita gentilezza, accogliere i clienti lungo il Corso.
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