Giostre alle feste, niente più sconti su tasse e contributi

24 Dicembre 2016

Ortona. Il consiglio comunale modifica il regolamento Schiazza: «Non possono pagare solo i commercianti»

ORTONA. I giostrai dovranno pagare una quota fissa al Comune se vogliono stazionare a Ortona. Lo ha deciso il consiglio comunale, il quale con un ordine del giorno ha votato a maggioranza - con il benestare dell’ala di centrosinistra ma non di quella dell’opposizione - la modifica e le integrazioni al regolamento per la concessione di spazi e aree pubbliche, che era stato approvato nel 2007 con deliberazione dell’allora commissario straordinario. In sostanza sono stati ridefiniti i rapporti economici fra l’ente e coloro i quali possiedono le giostre e vogliono insediarsi per un determinato periodo ad Ortona. Sono stati modificati gli articoli 6 e 15 del regolamento risalente al 2007: «I giostrai dovranno pagare non solo la Tosap, ma anche un contributo che non è più volontario come lo era prima», spiega l’assessore al commercio Simonetta Schiazza. «Ci sarà una quota fissa e le tariffe saranno decise dalla giunta».

Sono stati stabiliti inoltre i tempi per la presentazione delle domande dei giostrai, che dovranno pervenire entro il 30 gennaio e alle quali il Comune dovrà dare risposta non più tardi del 15 marzo. «Abbiamo riempito un vuoto che era anche una sorta di ingiustizia», aggiunge Schiazza. «Dico questo perché finora i giostrai davano un contributo volontario, con una quota che decidevano loro e senza un principio di equità poichè a parità di struttura c'era chi versava una cifra e chi un’altra. D’ora in poi invece, grazie alla modifica apportata al regolamento, saranno tenuti a stanziare una precisa somma».

Le modifiche al regolamento riguarderanno in particolare le festività patronali del Perdono, ovvero il primo fine settimana di maggio, il periodo più gettonato per la presenza delle giostre in città.

«Ritengo che quanto approvato sia stato un passaggio importante», prosegue l'assessore al commercio, «perché abbiamo regolamentato un settore che fino ad oggi non lo era. Era giusto affrontare questo punto, rientra nel programma che mi ero prefissata come assessore al commercio, proprio in considerazione degli obblighi che già hanno i commercianti a posto fisso e tutto sommato anche i commercianti ambulanti. Per tale motivo mi sembrava opportuno far rispettare le regole anche a chi da fuori viene nella nostra città per fare impresa, seppur per pochi giorni».

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