Giovane investito, esaminati altri filmati

Forse l’automobilista che ha ucciso Villamagna a Parigi non era solo: controllate tutte le telecamere
VASTO. Restano secretati gli atti sull'incidente costato la vita a Luigi Villamagna, 23 anni. L'identificazione dell'automobilista che la notte tra il 7 e 8 giugno ha investito e ucciso a Parigi lo studente vastese, non ha messo la parola fine al caso. La magistratura francese ha richiesto al contrario un supplemento di indagine. Il ventiduenne parigino finito in carcere con l'accusa di omicidio stradale colposo e omissione di soccorso, potrebbe non restare l'unico indagato.
Gli uomini dalla gendarmerie di Saint Ouen stanno accertando se al momento dell'investimento l'automobilista fosse solo in auto, o se invece ci fossero altre persone con lui. In caso affermativo quante. Se davvero accanto al ventiduenne c'era qualche amico dovrà rispondere di omissione di soccorso per non aver obbligato il ragazzo a fermarsi. Più dei testimoni, ad aiutare gli investigatori sono state fino a questo momento le telecamere della videosorveglianza. La capitale francese ne ha molte. Sono state loro a raccontare il percorso fatto dall'investitore. Sempre le immagini racconteranno se il ventiduenne, noto alla polizia per le sue intemperanze, fosse solo o meno. La polizia sta ricostruendo la serata dei giovane scoprendo dove aveva trascorso le ore precedenti l'incidente e con chi era.
Gli inquirenti indagano anche per scoprire se l'auto fosse del giovane o se fosse stata presa in prestito. «Il lavoro della polizia francese ha confortato e conforta i genitori di Luigi», dice il legale della famiglia Villamagna, l'avvocato Alfonso Tinari. «Il dolore resta ma sapere che la polizia non ha archiviato il caso ha aiutato la mamma e il papà di Luigi a sopportare lo strazio. Il supplemento di indagini potrebbe portare a nuovi inaspettati sviluppi. Solo dopo Ferragosto riusciremo a sapere di più», dice il legale che nei prossimi giorni tradurrà il dossier di 290 pagine arrivato da Parigi. Nel dettagliato rapporto la gendarmerie di Saint Ouen, ricostruisce le fasi dell'incidente, quelle dei soccorsi e le ore successive. La polizia da subito ha iniziato a seguire una pista ben precisa. «Il pirata che si è costituto è ancora in carcere», dice l’avvocato Alfonso Tinari. «Dopo il 20 agosto quando gli uffici giudiziari francesi riapriranno faremo tutti i passi che ci verranno concessi e a seguire valuteremo come procedere sia penalmente che civilmente».

