Giovane papà travolto in moto: l’autista condannato a due anni

Il conducente alla guida di un fuoristrada in fase di sorpasso a 133 chilometri orari investì un 40enne Sì al patteggiamento per il reato di omicidio stradale: alla famiglia dell’operaio nessun risarcimento
LANCIANO. Due anni di reclusione, pena sospesa. È la sentenza frutto di patteggiamento, emessa dal giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi nei confronti di Francesco Di Nola, 26 anni di Lanciano, accusato di omicidio stradale perché il 15 maggio 2021, con la sua auto, un fuoristrada, ha travolto e ucciso Mauro Picca, 40enne papà di due bimbi, ex operaio Sevel, che quel pomeriggio era uscito con la sua moto da enduro per andare a fare cross. Un incidente terribile: la vita di Picca è stata spezzata sulla variante frentana, come pure quella della sua famiglia.
LA TRAGEDIA I fiori sulla stradina laterale della variante ci sono ancora e ci sono sempre, per ricordare un papà, un compagno, un figlio, un fratello sempre sorridente che in un pomeriggio di sole di quasi due anni fa, in sella alla sua moto, in quel punto, ha perso la vita. Picca, 40 anni, alle 14.20 del 15 maggio 2021 era uscito di casa con la sua moto da cross, una Ktm, per fare un giro: le due ruote erano una delle sue passioni. Ma a casa non è più tornato. Come ricostruito dal sostituto procuratore Francesco Carusi, in base alle indagini dei carabinieri della compagnia di Lanciano, l’ex operaio Sevel si stava immettendo sulla variante frentana da una stradina laterale di via Del Mare, direzione Lanciano centro. Appena svoltato, si è però trovato di fronte, sulla sua corsia, il fuoristrada Dodge Ram del 26enne che in fase di sorpasso di tre auto, a 133 chilometri orari, lo ha colpito in pieno: un impatto violento, devastante, terribile. Il grosso fuoristrada ha colpito frontalmente Picca che è stato sbalzato dalla sella, con la moto che è ricaduta sul guardrail, per poi finire contro un palo della luce e prendere fuoco. Una scena resa ancora più dolorosa quando sul luogo accorsero la compagna e lo zio del 40enne. Dolori e ricordi fedeli compagni di vita per la famiglia, riaccesi ieri con la sentenza del giudice Nappi proprio sull’incidente.
LA SENTENZA E l’accusa per Di Nola, rappresentato dall’avvocato Sandro Mammarella, è stata di omicidio stradale. Le contestazioni della procura sono state quelle generiche; negligenza, imprudenza ed imperizia; e specifiche, per una serie di violazioni del Codice della strada. Nello specifico «per omesso controllo del veicolo, superamento dei limiti massimi di velocità di oltre 60 km orari, superamento della striscia longitudinale continua, inosservanza delle condizioni di sicurezza per il sorpasso, uso di telefoni durante la marcia». Condotte che hanno causato l’incidente, l’impatto frontale con la moto di Picca. Sempre per l’accusa, il 26enne stava percorrendo la variante frentana direzione monti-mare e in prossimità del km 78 + 900 a velocità di 112 km/h, mentre era al telefono, metteva in atto una manovra di sorpasso di tre autovetture che lo precedevano superando in tale frangente la linea bianca continua, occupando quindi l’opposto senso di marcia, raggiungendo la velocità di 133 km/h (limite è 70 km/h) nel momento in cui il motociclo condotto da Picca, proveniente da via Del Mare, si stava immettendo sulla ex variante con direzione Lanciano centro. Picca si è trovato il grosso fuoristrada di fronte. Un impatto violento, tanto che il giovane papà è morto sul colpo. L’avvocato Mammarella per il 26enne ha scelto il patteggiamento accolto dal pm Carusi e ratificato dal giudice Nappi con la sentenza di condanna a due anni, pena sospesa e nessuna pena accessoria. La famiglia di Picca – la mamma, la compagna, la sorella, i figli ancora piccoli – rappresentata dall’avvocato Elvira Daniela Sabetta se vorrà, dovrà aprire un processo civile per il risarcimento.

