Giovani malmenati alla Marina: presi 2 aggressori, caccia al terzo

Incastrati dalle telecamere che hanno ripreso la scena: sono ragazzi di 22 e 25 anni con precedenti In casa avevano anche un piccolo arsenale: ora devono rispondere dell’accusa di lesioni aggravate
VASTO. Hanno un volto e un nome due dei tre giovani che all'alba di domenica hanno aggredito e ferito due uomini di 35 e 30 anni nel centro di Vasto Marina. I due aggressori hanno 25 e 22 anni e, nonostante la giovane età, sono vecchie conoscenze delle forze dell'ordine. Questa volta dovranno rispondere di lesioni personali aggravate in concorso. I carabinieri nel corso di una perquisizione domiciliare eseguita con l'ausilio di un’unità cinofila di Chieti, specializzata nella ricerca delle armi, hanno trovato e sequestrato nelle loro case un piccolo arsenale fatto di armi bianche: oggetti particolarmente lesivi, due armi da taglio realizzate artigianalmente, un coltello ornamentale con una lama affilatissima, un coltello a serramanico e una pistola da soft air priva del tappo rosso. A inchiodare i due ragazzi sono state le immagini della videosorveglianza che hanno registrato l'accaduto. L’aggressione è avvenuta alle 5 di domenica per futili motivi. I locali della Marina avevano già chiuso e il lungomare era deserto. I due uomini feriti, rispettivamente di Cupello e San Salvo, erano seduti su una scalinata quando sono stati aggrediti dai due giovani e colpiti sul volto, sul collo e alla testa. I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Vasto, con il coordinamento del sostituto procuratore della Repubblica Vincenzo Chirico, hanno subito avviato le indagini e acquisito la registrazione delle telecamere. Le vittime e diversi residenti che hanno assistito alla scena sono stati poi ascoltati dagli investigatori. I fotogrammi dei video hanno permesso di individuare e riconoscere i due giovani entrambi di Vasto, ed entrambi già denunciati. «I due», spiega il maggiore Amedeo Consales, «sono accusati delle lesioni cagionate in concorso con una terza persona, ancora da identificare. Il sopralluogo, eseguito sul posto ci ha consentito di ritrovare sulla scalinata teatro dell'aggressione, un cavatappi con una lama compatibile con le lesioni riscontrate sulle vittime. Nel corso della ricostruzione dei fatti», aggiungono i carabinieri, «sono emersi elementi importanti che fanno presumere il possesso di armi bianche utilizzate nelle fasi dell’aggressione ed anche l’eventuale disponibilità di armi da fuoco, usata per minacciare le due vittime». Proprio per questo i militari del Nor hanno eseguito perquisizioni domiciliari a carico di due soggetti. Le perquisizioni hanno confermato i sospetti iniziali e permesso di recuperare oggetti atti ad offendere, alcuni dei quali potenzialmente lesivi. La violenza con la quale i due denunciati hanno colpito le vittime è stata confermata anche dal referto stilato dai medici del pronto soccorso del San Pio che parla di trauma facciale, ferite lacero contuse del cuoio capelluto, escoriazioni multiple, trauma cranico non commotivo ed escoriazione del collo.
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