Giovani morti in strada, condannati i 2 conducenti

Diciannove mesi e patente ritirata per lo scontro con Nicola Di Genni Diciotto mesi, invece, per lo schianto contro la Smart di Aurora Belardo
LANCIANO. Nicola Di Genni e Aurora Belardo, due giovani accomunati da un tragico destino: le loro vite sono state spezzate in due incidenti stradali nel 2017 a due mesi di distanza l’uno dall’altro. Ieri, il destino li ha uniti di nuovo nella condanna dei due automobilisti che causarono i sinistri ritenuti dal giudice colpevoli del reato di omicidio stradale, Patrizia Salvatore, 45 anni, di Lanciano che si scontrò con Di Genni e Nicola Umberto Caniglia, 20 anni di Casoli, che con la sua auto invase la corsia opposta scontrandosi contro la Smart della Belardo. Hanno patteggiato davanti al giudice per le udienze preliminari Marina Valente la pena: Salvatore un anno, 7 mesi e 16 giorni di reclusione pena sospesa e patente ritirata, e Caniglia, rappresentato dall’avvocato Tommaso Troilo, un anno e sei mesi, pena sospesa. Due condanne che provano a chiudere il capitolo degli incidenti ma non le tragedie che questi hanno causato alle famiglie e agli amici dei due ragazzi.
L’incidente in cui perse la vita Di Genni, 27enne di Paglieta, avvenne a Lanciano il 29 aprile 2017. Il 27enne in sella alla sua nuova Ducati si scontrò contro la Ford Cmax guidata dalla Salvatore all’altezza della pizzeria Evergreen. Come ricostruito dalla polizia stradale la Ford non dette la precedenza alla Ducati. Sulla provinciale Lanciano-Fossacesia la Cmax, che proveniva da Lanciano in direzione mare, svoltò a sinistra per accedere su via Iconicella “senza eseguire la manovra in prossimità del centro di intersezione, ma anticipandola, e senza dare la procedenza alla moto di Di Genni che percorreva la strada in senso opposto”. Il giovane viaggiava a 55 km/h al di sotto della velocità consentita che era di 70 km7h, percepito il pericolo frenò ma cadde a terra e dopo essere scivolato per 13 metri finì contro la parte posteriore dell’auto che era dentro la corsia di marcia della moto. Di Genni morì sul colpo.
Aurora Belardo morì tre giorni dopo il tragico incidente sulla Fondovalle Sangro che avvenne la notte del 10 giugno 2017 dopo lo svincolo Piane d’Archi-Casoli. La Polo Volkswagen di Nicola Umberto Caniglia, neopatentato che viaggiava con l’amica M.D.U., 18 anni, di Lama dei Peligni, invase la corsia di marcia piombando contro la Smart guidata da Aurora con accanto l’amica M.D.U., 21 anni, di Casoli. Come riportato dagli inquirenti il ragazzo ebbe un colpo di sonno, (risultò negativo ai controlli su alcol e stupefacenti) non si fermò per riposare, non frenò in tempo, invase la corsia opposta causando la morte di Aurora tre giorni dopo lo schianto (i genitori della ragazza in un ennesimo gesto di amore autorizzarono l’espianto delle cornee della figlia) e lesioni gravi alle due ragazze.
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