Giro, il Blockhaus preso d’assalto Allontanati oltre 100 camperisti

Momenti di tensione ieri pomeriggio per i caravan giunti nell’area del traguardo dai due versanti Multe di 50 euro a chi è rimasto. Uno dei conducenti: «Così si esalta in negativo il nostro Abruzzo»
BLOCKHAUS (Pretoro). Non c’è bisogno di scomodare Ghandi o Madre Teresa per riconciliarsi con sé stessi. Basta ricordare Raffaele Fraticelli, il poeta dialettale di Chieti che a Pretoro ha dedicato Lu Lope, la rappresentazione del Miracolo di San Domenico e il lupo, quando con un filo di voce suggeriva «Aspitte n’âtru ccune » . . . « sta p’ariscì lu tempe bbone». Ecco, se non si parte da qui, da quell’invito a mettersi l’animo in pace, del farsene una ragione senza dare in escandescenze, non si va da nessuna parte. Perché oggi sulla Maiella sarà così: per ammirare il passaggio del Giro d’Italia nella parte finale della tappa, quella che da Pretoro porta al Blockhaus, bisognerà andare sui monti a piedi o in bicicletta: niente moto, niente auto, neanche se lasciate in sosta nelle rientranze delle strade: niente. Neanche se sistemate dietro ai guardrail. Lo dice un provvedimento dei prefetti di Chieti e di Pescara, in vigore da ieri alle 22. Salgono solo i mezzi al seguito della corsa rosa: 300 auto con il logo del Giro, 22 bus, veicoli di scorta della polizia, rappresentanti di tivù e carta stampata, tecnici. Per il resto agli appassionati della classica delle due ruote, sono richiesti sudore e fiato lungo. Prendere o lasciare. Altro non si può fare.
CAMPERISTI MULTATIMa dalle prime ore di ieri i due versanti, pescarese e chietino della Maiella, sono stati presi d’assalto dai camperisti: intorno alle 17 si contavano oltre un centinaio di veicoli. In pochi minuti in quota sono arrivate pattuglie di polizia e carabinieri. I camperisti sono stati invitati ad allontanarsi. Una trentina si è adeguata all’ammonimento ed è andata via, altri sono rimasti: le targhe dei veicoli sono state fotografate: rischiano 50 euro di multa. «Così non si fa un buon servizio al nostro Abruzzo», commenta un pescarese, «visto che il Giro non arriva qui tutti i giorni. Sto qui con due bambini che hanno preparato anche uno striscione e ci siamo sentiti dire che dobbiamo andare via. Così non va».
TRA COLORI E POLEMICHE La mattinata si era aperta con un imponente viavai di cicloamatori diretti al Blockhaus con le loro divise multicolori e provenienti dai posti più disparati a testare il percorso, per poi raccontare: «Io al traguardo sulla Maiella, a 1.665 metri di altitudine, ci sono stato». Già, il traguardo. Fino a ieri a sera la larga strada che accoglierà vincitore e peloton del Giro era ancora senza palco. E questo ha fatto andare in bestia il sindaco di Pretoro, Diego Giangiulli. «Ci hanno fatto emettere da venerdì un’ordinanza di divieto di sosta e transito nell’area del traguardo, ho impiegato il personale del Comune anche per la vigilanza ma qui in questo momento (ore 18 di ieri, ndr) non c’è ancora nessuno. Non è giusto viste le altre mille faccende da sbrigare per via della corsa». Altro tema caldo: i divieti per i veicoli. Per arrivare da Pretoro al traguardo bisogna percorrere a piedi 15 chilometri: 10 fino a Passo Lanciano e 5 da Passo Lanciano a poco più su dell’Hotel Mammarosa. «Questa situazione ha scatenato le ire degli appassionati delle due ruote e del Giro in generale», riprende il sindaco, «e la gente purtroppo addita al Comune la responsabilità del provvedimento. È come se il Comune penalizzasse il proprio territorio che invece fa di tutto per portare alla ribalta. Ma a conti fatti, tra arrivo del Giro E, carovana della corsa e Giro vero e proprio, non ci era consentito gestire il tutto diversamente magari allestendo i bus navetta. Sarebbe successo un casino. Comunque, al di là di tutto ci sta chiamando tanta gente per avere informazioni su Pretoro: gente che vuole appoggiarsi da noi durante il passaggio della tappa. Ieri (venerdì, ndr), ho sentito alcuni nostri compaesani ad Ottawa, in Canada: lì ci sono 3.300 pretoresi di seconda e terza generazione tutti in attesa di vedere in tivù il passaggio del Giro a Pretoro. A giugno andremo a trovarli per festeggiare la ricorrenza della loro associazione che vede tra i primi animatori Olimpia Bevilacqua e Angelo Filoso». Ma in Canada di tutto il caos che c’è qui non sa niente nessuno.

