Gissi e Furci a secco da tre giorni

20 Gennaio 2016

Un guasto elettrico blocca la fornitura di acqua. I sindaci valutano di chiedere i danni a Sasi e Enel

VASTO. Due paesi sono da tre giorni senz’acqua. I residenti di Gissi e Furci sono esasperati. I sindaci dei due Comuni, Agostino Chieffo e Angelo Marchione, hanno scritto al prefetto di Chieti, Antonio Corona, per chiedere aiuto. La lettera per conoscenza è stata inviata anche al governatore Luciano D’Alfonso, al presidente della Sasi, Domenico Scutti, e all’Enel. I sindaci protestano per l’interruzione della fornitura idrica dovuta ad un guasto elettrico. Chieffo e Marchione valutano un’azione risarcitoria. «Il disservizio subito dai cittadini di Gissi e Furci è gravissimo», rimarcano.

L’interruzione del servizio di fornitura idrica è cominciato dal tardo pomeriggio di domenica scorsa. «La Sasi, ente gestore del servizio idrico, ci ha comunicato che, a seguito di un guasto sulla linea elettrica e di un successivo guasto al quadro elettrico della centrale di Ponte Moro, era fermo da diverse ore l’impianto di pompaggio dell’acqua in direzione di Furci, Gissi, San Buono», ricostruiscono gli ultimi giorni i due sindaci, «la società ci ha spiegato che si sarebbe andati avanti fino ad esaurimento scorte dei serbatoi, per poi procedere alle riparazioni nella giornata di lunedì 18 gennaio. Tuttavia», annotano Chieffo e Marchione, «l’intera giornata di lunedì non è stata sufficiente né per risolvere i guasti sulla linea elettrica né per trovare almeno una soluzione alternativa momentanea all’emergenza, ad esempio un gruppo elettrogeno, da parte di Enel e Sasi, per tornare ad alimentare l’impianto di pompaggio dell’acqua e ripristinare così il flusso idrico nelle abitazioni il prima possibile».

La popolazione dei due paesi è furiosa. Le famiglie sono in grave difficoltà. Gli anziani sono in emergenza. L’arrivo della neve ha messo letteralmente in ginocchio i due Comuni. «È intollerabile che una quantità non eccessiva di precipitazioni metta in ginocchio il sistema di due servizi essenziali come quello idrico ed elettrico», protestano le due amministrazioni chiedendo aiuto al prefetto, «la speranza è che per suo tramite, gli enti gestori facciano conoscere precisamente le cause di questi disservizi e quali azioni concrete verranno intraprese affinché esse non si ripetano più». Poi la richiesta. «Riteniamo indispensabile l’adozione da parte della Sasi di un piano di emergenza in caso di black out elettrico, che garantisca la continuità del flusso idrico verso quei comuni che, come i nostri, sono alimentati da una o più stazioni di pompaggio dell’acqua. Ci riserviamo comunque di intraprendere eventuali azioni risarcitorie per i danni subiti dai nostri concittadini».

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