Giudice di pace, da lunedì tornano le udienze

17 Giugno 2020

Autocertificazione, febbre misurata all’ingresso, obbligo di mascherina e guanti all’interno delle aule

CHIETI. Da lunedì ripartono i processi negli uffici del giudice di pace di Chieti e Guardiagrele. Il provvedimento che dispone il ripristino dell’attività giudiziaria – sia civile che penale – è stato firmato dal presidente del tribunale Guido Campli. I procedimenti per i quali non è possibile la celebrazione in videoconferenza verranno trattati nel rispetto delle misure per contenere il rischio di contagio da coronavirus.
«Le udienze», si legge nel documento, «saranno tenute stabilendo, a cura del singolo magistrato, una rigorosa differenziazione degli orari di chiamata in modo da evitare, sia all’interno dell’ufficio che nei percorsi di accesso dalla via pubblica, la compresenza di un numero di persone che ponga a rischio le norme sul distanziamento interpersonale. I giorni di udienza restano quelli già previsti nei calendari in vigore; tuttavia i ruoli potranno essere ridotti, soprattutto in considerazione del numero delle persone interessate al singolo procedimento e dei testi da escutere». E ancora: all’ingresso ogni persona dovrà presentare l’autocertificazione per dichiarare di non aver avuto, negli ultimi 14 giorni, contatti con casi positivi o sospetti di coronavirus. Non solo: ad avvocati e utenti verrà misurata la febbre come il termometro laser.
«L’udienza», scrive Campli, «sarà tenuta sempre a porte chiuse e con il rigoroso rispetto degli orari, anche tra un procedimento e l’altro, che ogni giudice avrà cura di fissare evitando ogni possibile sovrapposizione. Tutti dovranno indossare, durante la permanenza all’interno dell’ufficio, guanti e mascherina ed osservare le misure di distanziamento fisico previste dalla normativa, evitando lo spostamento degli arredi già predisposti in maniera da favorirlo. A scadenza dell’orario assegnato al singolo procedimento, dovrà procedersi alla chiamata di quello successivo senza eccezioni, disponendo il rinvio per il prosieguo». (g.let.)