Giulia, attrice a Venezia in un film sul sociale: «Esperienza fantastica»

Galassi nel ruolo di educatrice in “Il mio compleanno” di Christian Filippi «Che emozione, grata alle mie sorelle per ciò che hanno fatto per me»
GUARDUAGRELE. Del resto nonna Lina, a Guardiagrele, glielo aveva quasi prefigurato nella saggia lungimiranza degli anziani con quel: “Noi già lo sapevamo”. Nel senso che tutti, ormai, in famiglia erano a conoscenza delle sue tendenze e delle sue performance. Ma quella frase, buttata in uno degli incontri tra nonna e nipote, è stata una sorta di “clausola liberatoria” per la carriera professionale di Giulia Galassi, 37 anni. L’attrice guardiese - diplomata al Classico di Chieti, laurea in Arte e scienza dello spettacolo a Roma e diploma alla Scuola d’arte cinematografica “Gian Maria Volonté”- è fresca di partecipazione alla Biennale College nell’ambito della 81ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia con il film di “Il mio compleanno” di Christian Filippi - Schicchera Production (Leonardo Baraldi) in associazione con Media Flow -. Nella pellicola, il protagonista Riccardino (Zackari Delmas) sta per compiere diciotto anni in una Casa famiglia. Da quattro anni è stato separato dalla madre, una donna con forti disturbi di personalità. Nonostante la premurosa e attenta guida della sua educatrice (Simona, interpretata da Giulia Galassi) che desidera per lui un futuro al sicuro nella casa famiglia, Riccardino scappa per raggiungere sua madre e vivere con lei. La sua illusione però si trasforma in un’amara realtà e il neo maggiorenne dovrà fare una scelta difficile.
«Questo film», spiega Giulia, «nasce dall’esperienza reale del regista Filippi attraverso laboratori di scrittura nelle Case famiglia di Roma in cui è entrato a stretto contatto con queste realtà. È un modo per raccontare ciò che succede in queste strutture in cui quando compi 18 anni ti danno l’elenco dei dormitori, non hai diritto più a niente ma c’è una procedura, il cosiddetto articolo 25, per cui tramite il giudice e l’assistente sociale puoi chiedere di restare nella Casa famiglia che ti ha accolto per altri due-tre anni e fare così dei percorsi formativi per l’inserimento lavorativo. È un film molto emozionante».
Giulia Galassi ha iniziato la sua attività con cortometraggi e spettacoli teatrali. Poi ha partecipato a laboratori prima di approdare sulle scene del film “Arance e martello” di Diego Bianchi. Ha lavorato anche con autori come Cristiana Comencini, Costanza Quatriglio, Carlo Sironi e Simone Spada «con esperienze che mi hanno formata molto e di cui parlo con orgoglio». Quindi l’incontro con Christian Filippi «da quando organizzavo un festival a Roma al Parco degli Acquedotti». E prima dello scorso Natale la richiesta ricevuta dall’agenzia di Giulia di un provino per il film proiettato lo scorso 1° settembre a Venezia. «È andata bene», conclude Giulia, «e quanti lo hanno visto sono rimasti colpiti e contenti. Le critiche sono state eccellenti, diverse anche le recensioni. Vedremo quale sarà la risposta del pubblico, ma solo fiduciosa. In questa occasione mi hanno aiutato molto le mie sorelle Viola e Maria Cristina: senza di loro, tutta questa contentezza non esisterebbe e in questo circo sarei stata solo una pagliaccia triste, mal vestita e truccata peggio. La fortuna che m’è toccata ad averle come sorelle e squadra d’assalto per ogni evento me la tengo stretta e cara e la auguro a chiunque». (r.o.)
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