Giura il nuovo procuratore «Territorio delicatissimo»

3 Febbraio 2015

Di Florio: avverto il carico di responsabilità, da qui si difende la legalità in Abruzzo Il sindaco: ha un prestigioso curriculum. Gli avvocati: magistrato del confronto

VASTO. Da ieri Giampiero Di Florio è il nuovo procuratore capo di Vasto. Nel suo biglietto da visita ci sono determinazione, orgoglio ma anche tanta emozione, il sentimento provato da chi affronta una nuova difficile sfida. Perché proteggere Vasto e il Vastese dalla malavita è una sfida impegnativa. Dopo aver negato per anni la vulnerabilità e i rischi dell’estremo lembo d’Abruzzo, ora tutti ammettono - compresa la Corte d’Appello dell’Aquila - che i tentacoli della malavita insistono per avvolgere Vasto ed entrare in Abruzzo. «Non mi sento il commissario liquidatore di questo presidio. Tutt’altro». Giampiero Di Florio ha lanciato subito dopo la presa di possesso la sua sfida personale: fare della Procura di Vasto un modello da seguire. Lo ha detto senza giri di parole nel corso del discorso d’insediamento davanti al collegio di giudici formato dal presidente Bruno Giangiacomo, giudici a latere Stefania Izzi e Fabrizio Pasquale. Al suo fianco il procuratore capo facente funzione, Giancarlo Ciani e la sostituto Enrica Medori. Il primo a rendergli omaggio dopo il saluto di benvenuto del presidente del tribunale, Giangiacomo, è stato il sindaco Luciano Lapenna, seguito dal presidente del Consiglio dell’ordine forense, Vittorio Melone, dal presidente delle Camere penali, Giovanni Cerella e dallo stesso Ciani che ha retto per quasi un anno la Procura vastese e che ieri ha passato il testimone.

Il saluto del sindaco. «Scongiurato per il momento il pericolo di soppressione di questo presidio, la città è felice di avere a capo della Procura un magistrato con un curriculum di prestigio che al pari dei suoi predecessori continuerà a bloccare e respingere i continui tentativi d’infiltrazione della malavita organizzata campana e pugliese ma anche della ’ndrangheta grazie anche all’impegno delle forze dell’ordine», ha detto Lapenna. «Vasto ha bisogno di questo tribunale e di questa Procura. L’amministrazione che rappresento è felice di avere in città un presidente del tribunale come Bruno Giangiacomo e un procuratore capo come Di Florio».

L’Ordine forense e le Camere penali. Gli avvocati conoscono bene il procuratore Di Florio. Le battaglie condotte per l’affermazione delle legalità, i processi delicati che ha vinto. Lo ha ricordato il presidente delle Camere penali, Giovanni Cerella. «A raccontare chi è il procuratore Di Florio è l’esito del processo a Ottaviano Del Turco. Un processo difficilissimo che ha impegnato oltremodo la difesa e che è stato vinto dalla pubblica accusa con la condanna degli imputati. Va ricosciuto il merito a un magistrato protagonista di accese istruttorie dibattimentali di essere leale e pronto al confronto», hanno dichiarato Giovanni Cerella e Angela Pennetta.

Il discorso d’insediamento. «Ho lasciato una Procura più grande ma ora sono a capo di una Procura che deve proteggere un territorio delicatissimo», ha detto Di Florio. «È per me motivato orgoglio avere assunto questo incarico e avverto il carico di responsabilità. Da sempre Vasto ha dovuto difendere la legalità abruzzese. La risposta che merita questa città non sarà solo mediatica. Sono i fatti che contano. Prendendo in prestito una dichiarazione del presidente del tribunale, Giangiacomo: non vengo qui a liquidare questa Procura. Il 2018 è solo una data. Questa Procura può andare oltre e diventare un modello di strategia investigativa. Pretendo lealtà da tutti i collaboratori».

Paola Calvano

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